L’Umbria nella morsa del caldo estremo si appresta a vivere un’altra giornata da bollino rosso, con temperature vicine ai 40 gradi in molte zone della regione. La notte non ha portato alcun sollievo: minime tropicali hanno interessato persino la montagna, dal Monte Serano al Subasio fino a Pian delle Macinare, sul Monte Cucco. A Perugia la colonnina di mercurio non è scesa sotto i 20 gradi nemmeno nelle ore più fresche, con la città investita da valori altissimi già all’alba. Se il caldo intenso continua a pesare soprattutto sulle aree interne, la Valnerina resta tra le poche aree parzialmente protette. Su un territorio fortemente stressato si apre anche il fronte incendi: restano attivi i focolai di Nocera Umbra e Baiano di Spoleto, mentre a Costacciaro si lavora alla bonifica. Il rischio resta alto e il sollievo non è dietro l’angolo. Solo da martedì si intravede una svolta con l'ingresso di aria più fresca.
Il quadro meteorologico che si sta delineando sull'Appennino centrale fotografa una situazione eccezionale per persistenza e intensità. La massa d'aria subtropicale stazionaria sul bacino del Mediterraneo centro-occidentale sta azzerando la normale escursione termica notturna, persino ad altitudini elevate. Michele Cavallucci, meteorologo dello staff di Perugia Meteo, delinea con precisione i contorni di questa anomalia termica: “La nottata è stata caldissima e afosa, con minime che non sono riuscite ad andare sotto i 20°C anche in zone montane come la cima di Monte Serano, del Monte Subasio e pian delle Macinare a Monte Cucco”.
Si tratta di una configurazione sinottica complessa, in cui la cappa di afa accumulata nei bassi strati non trova vie di fuga. Il fenomeno si avverte in modo opprimente nel capoluogo regionale, caratterizzato in queste ore da una singolare omotermia urbana tra l'acropoli e le aree periferiche: “Impressionanti le minime registrate stanotte sulla città di Perugia, a tutte le quote, dalla periferia al centro storico, con una omotermia compresa tra i 23 e i 25.8°C, dato della stazione meteo di Porta Sole”, rileva ancora Cavallucci. Le conseguenze pratiche si sono palesate sin dalle prime luci dell'alba, con diversi termometri urbani che hanno superato la soglia dei 30 gradi già prima delle 9:00, preparando il terreno per un pomeriggio che vedrà picchi di 40°C nelle aree interne e vallive della regione.

La diretta conseguenza di questo prolungato stress termico e idrico ricade sul fragile patrimonio boschivo umbro. Sentire alle prime ore del mattino il rombo pesante dei Canadair sopra le aree colpite non è soltanto il segnale dell'avvio delle operazioni di spegnimento, ma la testimonianza tangibile di un ecosistema in forte sofferenza. Con la vegetazione ridotta a esca naturale a causa della prolungata assenza di piogge significative, la macchina dei soccorsi si trova a gestire simultaneamente più fronti attivi sul territorio regionale.
Le situazioni più delicate rimangono concentrate nella fascia appenninica e in quella meridionale. A Nocera Umbra l'incendio boschivo è ancora in corso: sul posto stanno operando incessantemente quattro squadre dei Vigili del Fuoco di Perugia, supportate da una squadra dell'Agenzia Forestale Regionale e dal personale del Centro Operativo Comunale (COC) per il coordinamento logistico della sicurezza. Un altro fronte caldo rimane aperto a Baiano di Spoleto, dove le fiamme continuano a minacciare la macchia boschiva, contrastate da una squadra dei Vigili del Fuoco di Terni insieme a un'unità della forestale. Più rassicuranti, invece, le notizie che giungono da Costacciaro, dove l'incendio risulta attualmente in fase di bonifica grazie all'intervento tempestivo degli addetti regionali.
L'orizzonte temporale per un ritorno alla normalità termica non si annuncia immediato. Le strutture altopressorie nordafricane, quando si insediano per lunghi periodi sul bacino del Mediterraneo, mostrano un'elevata resistenza allo smantellamento. Le temperature sono destinate a salire ulteriormente nelle prossime ore, con il tasso di umidità serale e mattutino destinato a crescere, facendo capitolare anche le valli appenniniche che finora avevano goduto di parziale frescura notturna.
I primi segnali di un cedimento della struttura anticiclonica in quota si manifesteranno a partire da domenica, con una rotazione dell'asse dell'alta pressione che favorirà il progressivo afflusso di correnti più fresche di origine nord-atlantica. Si tratta di una massa d'aria instabile che, nel Nord Italia, ha già generato forti contrasti termici sfociati in grandinate di eccezionale portata. In Umbria, tuttavia, la transizione meteorologica si preannuncia decisamente più lenta e graduale: “Solo da lunedì, dovrebbe iniziare un calo termico graduale che ci riporterà ad avere, in un cammino di 4-5 giorni, temperature nelle medie del periodo”, conclude Cavallucci. Ciononostante, l'assenza di precipitazioni rilevanti nel medio termine continuerà a mantenere ai massimi livelli storici la soglia di allerta per il rischio di incendi boschivi sull'intero territorio regionale.