Erano le prime luci dell’alba quando le pale degli elicotteri hanno cominciato a battere l’aria sopra i boschi di Erba Bigia. Sotto, tra rovi e sentieri impervi, i militari in divisa e in borghese stringevano la morsa. Un giovane ha visto le sagome muoversi tra gli alberi e ha provato a scappare, lanciando un marsupio nel fitto della vegetazione. Ma il gesto è stato inutile: bloccato in pochi metri, con i cani antidroga già addosso alla borsa abbandonata. Dentro, 27 dosi di cocaina pronte per lo smercio, 64 grammi di hashish, bilancini, quasi 300 euro in contanti e due armi bianche: un coltello a serramanico e un machete.
È così che, nella seconda metà di marzo 2026, il Comando Provinciale Carabinieri di Terni ha messo a segno un’operazione mirata contro lo spaccio di droga nelle aree boschive del comprensorio amerino-narnese. Due i cittadini marocchini finiti in manette, 84 grammi di cocaina e 64 grammi di hashish tolti dal mercato, quasi 400 euro in contanti sequestrati. E un messaggio chiaro: quei bivacchi nascosti tra le colline non sono più un rifugio sicuro per la criminalità della droga.

L’operazione non è stata un semplice controllo a tappeto. A coordinare i servizi – scattati tra Amelia, Narni e Montecastrilli – è stata la Compagnia Carabinieri di Amelia, con un piano costruito su sopralluoghi preliminari e appostamenti durati giorni. Obiettivo: individuare i bivacchi usati come piazze di spaccio in località collinari segnalate da tempo.
Per affrontare un terreno difficile, fatto di pendii scoscesi e vegetazione fitta, sono state mobilitate risorse d’élite. In volo, lo Squadrone Eliportato Cacciatori “Sicilia”, reparto specializzato nel pattugliamento di aree impervie – lo stesso che viene impiegato per la caccia ai latitanti e il contrasto alla criminalità organizzata. A terra, un’unità cinofila antidroga del Nucleo Cinofili di Roma - Santa Maria di Galeria, con cani addestrati a fiutare la cocaina anche tra i rovi più fitti. Intorno, le pattuglie in uniforme dei Nuclei Carabinieri Forestali di Amelia e Narni e quelle della linea territoriale, incaricate di cinturare l’intera zona.
Il risultato è stato una rete quasi impenetrabile. “La zona è cinturata, non scappa nessuno”, è stato l’ordine prima dell’irruzione. E così è andata.
Il primo colpo è arrivato il 21 marzo a Erba Bigia, nel comune di Narni. Il 23enne marocchino, domiciliato a Terni, ha visto i militari chiudere il cerchio e ha tentato l’unica via possibile: la fuga. Ha gettato il marsupio tra i rovi sperando di disfarsi della prova, ma i Carabinieri lo hanno bloccato quasi subito. Quando hanno recuperato la borsa, il quadro era chiaro: 27 dosi di cocaina per un peso complessivo di circa 49 grammi, 64 grammi di hashish divisi in più pezzi, 350 grammi di sostanza da taglio, due bilancini di precisione, quasi 300 euro in banconote di vario taglio, e poi il coltello a serramanico e il machete. Armi che lasciano pochi dubbi sul clima di intimidazione e controllo che spesso accompagna le piazze di spaccio all’aperto.

Tre giorni dopo, il 24 marzo, la seconda operazione. Sempre nel territorio di Narni, ma in località Castelchiaro, i militari hanno fermato un 27enne marocchino, residente in provincia di Massa. Anche lui aveva con sé cocaina: poco più di 35 grammi già suddivisi in dosi, più 80 euro in contanti ritenuti provento dell’attività illecita. Anche per lui scattano le manette.
Entrambi sono stati arrestati in flagranza di reato su disposizione del Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica di Terni.
Una volta conclusi i blitz, il Comune di Narni ha provveduto a bonificare le aree utilizzate come bivacco, ripristinando i luoghi e restituendo quei boschi alla loro funzione naturale. Un passaggio non secondario: perché quelle radure nascoste, se lasciate in stato di abbandono, rischiano di tornare ad attrarre spacciatori e tossicodipendenti.
Per i due arrestati, invece, è arrivata la risposta della giustizia. Il 23enne (poi indicato come 24enne negli atti del Giudice) è stato tradotto ai domiciliari, mentre il 27enne trattenuto in camera di sicurezza in attesa delle udienze di convalida per direttissima. All’esito dei processi, il Giudice ha convalidato entrambi gli arresti e disposto misure differenziate. Per il 24enne, regolare sul territorio nazionale, l’obbligo di dimora nel capoluogo con permanenza domiciliare notturna e obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Mentre per il 27enne, anch’egli regolare, il divieto di dimora nella Regione Umbria.
Una misura che allontana fisicamente il secondo indagato dal territorio dove era stato colto in flagranza. A entrambi, infine, la Questura ha proposto l’irrogazione del foglio di via obbligatorio dal Comune di Narni.