07 May, 2026 - 08:30

Biodiversità e lotta ai cambiamenti climatici, l'Umbria investe 8 milioni per salvaguardare habitat e specie a rischio

Biodiversità e lotta ai cambiamenti climatici, l'Umbria investe 8 milioni per salvaguardare habitat e specie a rischio

Un investimento da 8 milioni di euro per rafforzare la tutela degli habitat naturali, proteggere le specie più vulnerabili e consolidare la rete regionale della biodiversità.

La Regione Umbria accelera sulle politiche ambientali e attiva ufficialmente le procedure per l’avvio dell’azione 2.7.1 “Tutela, ripristino e uso sostenibile dei siti Natura 2000”, uno dei principali interventi programmati nell’ambito della strategia regionale dedicata alla sostenibilità ambientale e alla lotta ai cambiamenti climatici.

Il provvedimento è stato approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessora Simona Meloni e prevede una dotazione finanziaria complessiva pari a 8 milioni di euro, di cui una prima tranche da 4 milioni destinata all’attivazione iniziale degli interventi. L’obiettivo è quello di sostenere azioni concrete di conservazione e recupero ambientale all’interno dei siti appartenenti alla rete Natura 2000, il sistema europeo di aree protette istituito per salvaguardare habitat naturali, flora e fauna selvatiche di particolare interesse comunitario.

Una strategia ambientale legata alla resilienza climatica

L’iniziativa rientra nella priorità programmatica “Una Regione più sostenibile” e si inserisce in un quadro più ampio di interventi finalizzati a rafforzare la resilienza ambientale del territorio umbro di fronte agli effetti del cambiamento climatico.

La linea d’azione punta infatti non solo alla tutela passiva degli habitat, ma anche al loro ripristino e alla gestione sostenibile delle aree più sensibili, con particolare attenzione ai contesti che mostrano segnali di degrado, regressione ecologica o fragilità strutturale.

L’approccio scelto dalla Regione è quello di una gestione integrata della biodiversità, costruita in coerenza con il Prioritized action framework (Paf) e con il Progetto Integrato Life I.m.a.g.i.n.e. Umbria, strumenti che definiscono le priorità strategiche per la conservazione ambientale a livello europeo e regionale.

Un modello che punta a coniugare salvaguardia degli ecosistemi, equilibrio idrogeologico, tutela delle specie e sviluppo sostenibile.

Come saranno distribuite le risorse

La dotazione finanziaria dell’azione 2.7.1 sarà sostenuta attraverso fondi europei, nazionali e regionali. Nel dettaglio, il piano prevede:

  • 3.200.000 euro a carico dell’Unione Europea
  • 3.360.000 euro a carico dello Stato
  • 1.440.000 euro di cofinanziamento regionale

Le schede tecniche degli interventi sono già state approvate secondo i criteri stabiliti dal Comitato di sorveglianza e hanno ricevuto il parere di conformità dell’Autorità di gestione, consentendo così l’avvio operativo delle procedure.

Gli interventi sul Lago Trasimeno

Tra le azioni considerate prioritarie figurano gli interventi di recupero e ripristino ambientale del Lago Trasimeno, uno dei principali ecosistemi lacustri dell’Italia centrale e area strategica per la biodiversità regionale.

I progetti saranno sviluppati in coerenza con gli obiettivi e le misure di conservazione previsti nei piani di gestione dei siti interessati e punteranno non soltanto al recupero strutturale degli habitat, ma anche al ripristino dei processi ecologici fondamentali per garantirne funzionalità, stabilità e resilienza nel tempo. L’obiettivo è rafforzare la capacità del sistema lacustre di reagire agli stress ambientali, preservando al tempo stesso la qualità degli ecosistemi e il patrimonio naturalistico dell’area.

Borgo Cerreto e Sant’Arcangelo: focus sulla biodiversità acquatica

Una parte significativa delle risorse sarà destinata inoltre alla funzionalizzazione e alla messa in sicurezza del Centro Ittiogenico di Borgo Cerreto, in Valnerina. L’intervento è finalizzato alla conservazione della popolazione di trota mediterranea, specie particolarmente significativa per il patrimonio ittico locale, oltre che alla protezione del centro dal rischio idraulico.

La struttura rappresenta un punto di riferimento a livello nazionale nel settore dell’allevamento pubblico e della conservazione delle specie ittiche autoctone.

Previsti interventi anche sul Centro Ittiogenico di Sant’Arcangelo, con azioni orientate al miglioramento ecologico dei corsi d’acqua e degli ambienti lacustri, soprattutto per quanto riguarda le componenti biotiche della biodiversità.

In entrambi i casi, la strategia regionale punta a rafforzare la qualità ecologica degli ambienti acquatici e a consolidare gli strumenti di tutela delle specie più sensibili.

La Rete Natura 2000 in Umbria

A sottolineare il valore strategico dell’intervento è stata l’assessora regionale Simona Meloni, che ha evidenziato l’importanza della rete Natura 2000 per il territorio umbro.

“Nella nostra regione c’è un grande patrimonio naturalistico e di biodiversità da conservare e valorizzare, con i 102 siti della rete Natura 2000 che tutelano il 16% del territorio regionale, rientrando in un network europeo di aree protette istituito dalla Direttiva Habitat, finalizzata alla conservazione degli habitat naturali, della flora e della fauna selvatiche. In Umbria, questa rete comprende Zone speciali di conservazione (Zsc) e Zone di protezione speciale (Zps), per una superficie complessiva di oltre 130.000 ettari. Grazie al sostegno del Programma Fesr e alla sinergia tra istituzioni, potremo garantire interventi concreti per la conservazione di tali habitat e delle specie, promuovendo al contempo uno sviluppo sostenibile e responsabile. La Regione Umbria conferma il proprio impegno nella salvaguardia della biodiversità e nella lotta ai cambiamenti climatici, investendo risorse significative e adottando strategie innovative per il futuro del territorio”.

Le parole dell’assessora collocano il progetto dentro una visione più ampia, nella quale la tutela ambientale viene considerata non solo una necessità ecologica, ma anche una leva strategica per il futuro della regione.

Tra tutela ambientale e sviluppo

Il piano approvato dalla Giunta rappresenta infatti molto più di una semplice misura tecnica. Dietro gli interventi previsti emerge una strategia che punta a rafforzare il rapporto tra conservazione ambientale e sviluppo sostenibile, riconoscendo nella biodiversità un elemento centrale per la qualità del territorio e per la sua capacità di affrontare le trasformazioni climatiche in corso.

La protezione degli habitat naturali, il recupero degli ecosistemi degradati e la gestione sostenibile delle aree protette diventano così strumenti essenziali non soltanto per preservare il patrimonio ambientale umbro, ma anche per costruire un modello di sviluppo più resiliente ed equilibrato. In questo quadro, la rete Natura 2000 assume un valore sempre più strategico: non solo sistema di tutela, ma infrastruttura ecologica capace di connettere ambiente, territorio e sostenibilità.

Con l’avvio dell’azione 2.7.1, la Regione Umbria compie dunque un nuovo passo nella definizione di una politica ambientale strutturata, fondata su investimenti mirati e su una visione di lungo periodo.

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Francesco Mastrodicasa
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