Le bustine colorate, i personaggi iconici, l’illusione di un semplice gioco da collezionare e scambiare. Poi la realtà, molto più cruda: furti, aggressioni, arresti e un mercato che muove cifre da capogiro. Le carte Pokémon non sono più soltanto un passatempo per bambini o un tuffo nostalgico per gli adulti cresciuti negli anni Novanta. Oggi rappresentano un vero e proprio business globale, capace di generare profitti enormi ma anche episodi di cronaca nera sempre più frequenti. Quanto accaduto a Bastia Umbra è l’ennesima dimostrazione di un fenomeno che ormai non può più essere ignorato.
È accaduto nei giorni scorsi a Bastia Umbra, in provincia di Perugia, dove un uomo di 46 anni è stato arrestato in flagranza di reato per furto aggravato. Secondo quanto comunicato dalla Questura di Perugia, l’uomo aveva sottratto da un esercizio commerciale diversi articoli di profumeria e numerose bustine contenenti carte Pokémon, nascondendole nel tentativo di oltrepassare le casse senza pagare.
Il suo comportamento non è però passato inosservato. L’addetto alla sicurezza del negozio si è accorto del furto e ha immediatamente bloccato il quarantaseienne, allertando le forze dell’ordine. Sul posto è intervenuta la Polizia, che ha proceduto all’arresto per furto aggravato. La refurtiva, dal valore complessivo di circa 365 euro, è stata interamente recuperata e restituita al negozio.
Un episodio che, di per sé, potrebbe sembrare marginale. E invece si inserisce in un contesto ben più ampio, fatto di colpi mirati, violenze e un’attenzione crescente verso un mercato che, negli ultimi anni, ha visto lievitare i prezzi di alcune carte fino a cifre a cinque o sei zeri.
Il caso umbro non è un’eccezione, ma l’ultimo tassello di una lunga serie di episodi simili, in Italia e all’estero. Le carte Pokémon sono diventate oggetti di desiderio non solo per collezionisti e investitori, ma anche per la criminalità, attirata da prodotti piccoli, facili da occultare e dal valore potenzialmente elevatissimo.
Circa un mese fa, negli Stati Uniti, un negozio specializzato di Burbank, in California, “La Sport Cards”, è stato preso di mira da una banda di ladri che ha messo a segno un colpo da oltre 100 mila dollari. Nel mirino, box sigillati di carte Pokémon e preziose carte sportive, sottratte in pochi minuti e rivendibili con facilità sul mercato nero o online.
Tornando in Italia, un episodio ancora più grave si è verificato a Latina, dove un uomo è stato gambizzato durante un’aggressione legata, secondo la sua ricostruzione, al furto di carte da collezione dal valore di migliaia di euro. Un’escalation preoccupante che dimostra come quello che un tempo era un innocente gioco sia oggi diventato un business spietato, spesso distante anni luce dallo spirito autentico del collezionismo.
Il collezionismo, nella sua essenza, è passione, ricerca, cura del dettaglio e rispetto per l’oggetto. Il boom delle carte Pokémon, alimentato da influencer, aste record e investimenti speculativi, ha però trasformato questo mondo in una corsa all’oro. Bustine acquistate solo per rivendere, scaffali svuotati in pochi minuti, tensioni tra appassionati e, sempre più spesso, fatti di cronaca che raccontano il lato oscuro di questo fenomeno.
Dal punto di vista giuridico, l’episodio di Bastia Umbra rientra nel reato di furto aggravato, disciplinato dall’articolo 624 e 625 del Codice Penale. Il furto semplice consiste nell’impossessarsi di una cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, con l’intento di trarne profitto per sé o per altri. Quando però sono presenti determinate circostanze, il reato assume una connotazione più grave.
Il furto è considerato aggravato, tra le altre ipotesi, quando viene commesso su cose esposte alla pubblica fede, all’interno di esercizi commerciali, oppure con mezzi fraudolenti, destrezza o eludendo sistemi di controllo e vigilanza. Nel caso specifico, il tentativo di sottrarre merce occultandola e superando le casse senza pagare, all’interno di un negozio, configura una delle aggravanti previste dalla legge.
Le pene per il furto aggravato sono sensibilmente più severe rispetto al furto semplice. La reclusione può andare da due a sei anni, accompagnata da una multa che varia generalmente da 927 a 1.500 euro, con possibilità di aumento in base alle circostanze e alla recidiva. Inoltre, l’arresto in flagranza è consentito, come avvenuto a Bastia Umbra, e il procedimento penale segue un iter più rapido.
È importante sottolineare che il valore economico della refurtiva, pur incidendo sulla valutazione complessiva del fatto, non esclude la gravità del reato. Anche somme relativamente contenute, come nel caso dei 365 euro sottratti, possono comportare conseguenze penali significative se ricorrono le aggravanti previste dalla normativa.