In Italia il gioco d'azzardo è severamente vietato ai minori. Non solo: non è neanche consentito che i minori frequentino gli esercizi dove si gioca con le slot o si fanno scommesse. Eppure c'è ancora chi, ignorando deliberatamente quello che stabilisce la legge, li fa entare e giocare senza accertarsi dell'età. È quanto accaduto in una sala scommesse di Bastia Umbra dove dentro le forze dell'ordine hanno sorpreso ben cinque minorenni. Il personale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) dell’Umbria insieme agli Agenti della Polizia di Stato di Assisi hanno provveduto immediatamente alla chiusura dell'esercizio per 15 giorni.
In un giorno feriale, durante uno dei tanti controlli sul territorio, una pattuglia della Polizia di Assisi ha accertato la presenza dei cinque ragazzini. La scena che i poliziotti si sono trovati davanti è stata emblematica: i giovani, tutti minori di età, erano intenti a guardare degli adulti che giocavano alle slot machines. Moneta dopo moneta, giro su giro, nessuno si era premurato di chiedere come mai fossero lì e non a scuola.
I poliziotti dopo aver preso le generalità dei cinque giovani, quattro dei quali residenti a Bastia e uno ad Assisi, hanno subito informato informato i rispettivi genitori. La pattuglia ha proceduto ad elevare il verbale di contestazione nei confronti del titolare del locale e l'atto è stato quindi trasmesso per competenza all’ADM dell'Umbria.
Oltre alla sanzione amministrativa, vista l’alta presenza di minori, la sala scommesse è stata chiusa per un periodo di 15 giorni. "L’intervento - si legge in una nota della Questura perugina - conferma come rimanga alta l’attenzione nei controlli a tutela del gioco legale e responsabile, salvaguardando sia gli interessi erariali, sia i consumatori e, in particolare, le fasce più deboli come appunto i minori e gli anziani".
Non è la prima volta che si verificano episodi di questo tipo. Alla fine di febbraio, stavolta in una sala scommesse di Perugia, era stato sorpreso un altro minorenne dalla Guardia di Finanza. Il titolare, che non avevo verificato l'età del ragazzo, aveva dovuto pagare una multa da oltre 6.500 euro oltre a tenere abbassata la serranda per dieci giorni.
Ancora più grave il fatto dello scorso ottobre a Terni quando dentro a una sala scommesse, sempre i finanzieri, avevano sorpreso due minorenni di 15 e 17 anni. Non solo erano stati fatti entrare ma uno dei due anche appena giocato una schedina. Salatissima la sazione - oltre 13mila euro - comminata al titolare che ha anche dovuto chiudere l'attività per 12 giorni.
Nel nostro Paese dal primo gennaio 2012 è in vigore la legge che vieta ai minori di 18 anni di accedere in qualsiasi modalità ai giochi che prevedono vincite in denaro. I titolari degli esercizi dove si pratica il gioco sono quindi tenuti a verificare l'età dei giocatori richiedendo un documento d'identità, salvo naturalmente i casi in cui la maggiore età sia evidente.
Le pene previste per chi consente ai minorenni di entrare nelle sale scommesse e di giocare, come dimostrano anche i fatti riportati, sono severe. Le multe partono da un minimo di 5mila e possono arrivare anche a 20mila euro con annessa chiusura del locale che va da 10 a 30 giorni. In caso di recidiva, se vengono constatate tre violazioni in tre anni, può venire disposta la revoca di qualsiasi autorizzazione o concessione al titolare.