Attimi di paura in una tranquilla abitazione di Bastia Umbra, dove una lite familiare ha rischiato di trasformarsi in una tragedia. Un uomo di 76 anni, in preda a un forte scatto d’ira, ha afferrato un grande coltello e lo ha puntato contro la moglie, minacciandola. La tensione è esplosa all’improvviso, alimentata - secondo quanto emerso - anche da problemi di salute preesistenti dell’anziano. La donna, terrorizzata, è riuscita a chiedere aiuto e la Polizia è intervenuta in pochi minuti, riuscendo a disarmare e mettere in sicurezza l’uomo. L’arma è stata sequestrata e per il 76enne è scattata la denuncia per minacce aggravate. Un episodio che dimostra ancora una volta quanto le liti domestiche possano degenerare in situazioni estreme, se non fermate in tempo.
Secondo le prime ricostruzioni, la lite sarebbe scoppiata per futili motivi, ma a far precipitare la situazione sarebbero stati problemi di salute preesistenti dell’uomo, che avrebbero contribuito a un improvviso scatto d’ira. Nel giro di pochi istanti, la discussione è degenerata fino a quando l’anziano ha afferrato un grosso coltello da cucina, puntandolo contro la moglie.
A quel punto, la donna ha deciso di chiamare immediatamente il 113. La pattuglia della Polizia di Stato arrivata sul posto ha trovato l’uomo ancora in possesso dell’arma. Con un approccio misurato e senza provocare ulteriori tensioni, gli agenti sono riusciti a calmarlo e a disarmarlo. L’anziano è stato poi accompagnato dai sanitari per accertamenti medici e denunciato. Il coltello, elemento centrale della vicenda, è stato sottoposto a sequestro.
Bastia Umbra, pur essendo una cittadina nota per il suo tessuto sociale coeso, negli ultimi mesi è stata teatro di episodi che hanno richiesto interventi rapidi delle forze dell’ordine. Lo scorso 9 luglio, un 54enne è stato vittima di una rapina violenta da parte di quattro giovani - tra cui un minorenne di 17 anni - arrestati con l’accusa di rapina aggravata e lesioni.
Quella notte, la vittima era andata a prelevare contanti da un bancomat del centro storico quando è stata accerchiata e colpita con un calcio, per poi essere trascinata a terra e derubata del borsello. L’uomo ha riportato ferite ed escoriazioni ed è stato medicato all’ospedale di Assisi. L’indagine lampo condotta dai Carabinieri di Bastia Umbra e Assisi ha permesso di identificare e fermare i presunti autori, portando un segnale forte di legalità.
Il reato di minacce è disciplinato dall’articolo 612 del Codice Penale e si concretizza quando qualcuno prospetta a un’altra persona un male ingiusto e futuro, tale da incutere timore. La fattispecie diventa aggravata quando la minaccia è effettuata con un’arma, come nel caso di un coltello, o in circostanze tali da renderla particolarmente grave.
La pena per le minacce aggravate può arrivare fino a 4 anni di reclusione. Nel caso specifico, l’uso di un coltello e il contesto di un conflitto domestico rendono la vicenda particolarmente delicata. La denuncia a piede libero dell’uomo apre la strada a un procedimento penale, che potrà sfociare in un rinvio a giudizio o in un accordo di patteggiamento.
L'età dell’indagato - 76 anni - è un fattore che il giudice dovrà valutare attentamente. La legge prevede per gli ultrasettantenni la possibilità di applicare pene alternative, come la detenzione domiciliare o la sospensione condizionale, soprattutto in assenza di precedenti e se il soggetto non è considerato socialmente pericoloso. Inoltre, la Procura potrebbe disporre una perizia psichiatrica per valutare se le condizioni di salute abbiano influito sulla capacità di intendere e di volere al momento del fatto. Un esito che, se confermasse una riduzione significativa, potrebbe portare a pene ridotte o a misure di sicurezza sanitarie. Il sequestro immediato del coltello e l’affidamento dell’uomo ai sanitari sono stati provvedimenti fondamentali per garantire sicurezza e prevenire episodi analoghi.