La povertà non è più solo un problema marginale, ma una questione che investe un numero crescente di famiglie, anche tra chi ha un lavoro ma fatica ad arrivare a fine mese. Per affrontare questa emergenza sociale, l’assessore regionale al Welfare Fabio Barcaioli ha visitato la Caritas di Perugia-Città della Pieve, una delle realtà più attive nel sostegno ai più fragili. L’incontro ha avuto un obiettivo chiaro: comprendere da vicino il lavoro svolto dalla Caritas e valutare strategie efficaci per contrastare le nuove forme di povertà.
Accompagnato alla Caritas di Perugia dai responsabili delle politiche sociali, Barcaioli ha voluto toccare con mano la realtà di chi si trova in difficoltà. La visita è iniziata all’Emporio della Solidarietà, il punto di riferimento per migliaia di famiglie che ricevono beni di prima necessità. Poco dopo l’assessore ha incontrato gli ospiti della mensa con cui ha condiviso un pasto e ascoltato le loro storie fatte di difficoltà economiche, sfratti e percorsi di reinserimento lavorativo complicati.
"C’era la possibilità di organizzare un incontro in Regione, ma abbiamo scelto di venire di persona alla Caritas" – ha dichiarato Barcaioli –. "Solo così si può comprendere davvero la realtà, toccare con mano il vostro lavoro e avere un termometro preciso della situazione". L'assessore ha poi continuato parlando dell'incremento della povertà in Umbria. "I numeri parlano di un disagio crescente", ha sottolineato, "con nuove forme di vulnerabilità che colpiscono anche chi ha un lavoro ma fatica a sostenere i costi della vita quotidiana. La nostra presenza ci permette anche di verificare se le politiche regionali stanno rispondendo concretamente alle necessità del territorio".
Nel 2023 l'Umbria ha registrato un’incidenza di povertà relativa familiare del 10,6%, che ha coinvolto oltre 38.000 famiglie e circa 124.000 individui, pari al 13,3% della popolazione regionale. Questi numeri collocano la regione al di sotto della media nazionale del 18,9% e della media europea del 16,2%. Alcune categorie risultano particolarmente esposte al rischio di povertà: il 18,1% delle famiglie con minori e ben il 33,3% delle famiglie con almeno un membro straniero affrontano gravi difficoltà economiche. Al contrario, le famiglie con membri anziani registrano un tasso inferiore, pari al 6,6%. Questi dati sono necessari ed evidenziano l'esigenza sempre più urgente di politiche mirate e strategie efficaci per ridurre il divario sociale e promuovere l’inclusione nella regione.
Solamente nel 2024 la Caritas di Perugia-Città della Pieve ha assistito oltre 3.800 famiglie, con un aumento significativo rispetto agli anni pre-pandemia. Oltre al supporto alimentare, l’organizzazione offre accoglienza abitativa per le famiglie sfrattate e percorsi di inclusione per chi cerca di ricostruire la propria vita. Don Marco Briziarelli, direttore della Caritas, parlando con l'assessore Barcaioli, ha sottolineato l’importanza di un dialogo costante con le istituzioni.
"Dal 2016 presentiamo il rapporto sulle povertà, invitando la Regione a partecipare. Oggi c’è stato un segnale di attenzione importante. È fondamentale unire le forze per costruire politiche sociali che siano realmente all’altezza di questa complessità", ha dichiarato. "La povertà non è un problema di pochi" - spiega Don Marco Briziarelli - "ma una questione collettiva. È bello camminare insieme, perché solo così possiamo costruire risposte concrete. Il nostro sguardo e quello delle istituzioni si completano per affrontare insieme queste dinamiche difficili".
L’incontro dell'assessore Barcaioli alla Caritas di Perugia-Città della Pieve non è stato solo una visita simbolica. Si è trattato di un primo passo per rafforzare la sinergia tra Regione e terzo settore. L’obiettivo comune è quello di strutturare interventi che vadano oltre l’emergenza e offrano strumenti concreti per chi si trova in condizioni di vulnerabilità. "La sfida ripensare cosa fare, come farlo e con quali strumenti, perché nessuno venga lasciato indietro", ha concluso l’assessore.
La sfida per il contrasto alla povertà e alle nuove forme di disagio sociale è aperta e il lavoro da fare è ancora tanto. Ma un primo segnale di cambiamento è arrivato, e la collaborazione tra istituzioni e realtà sociali come la Caritas potrebbe fare la differenza per molte famiglie in difficoltà.