Come anticipato ieri sera da Tag24 Umbria - che ha raccolto direttamente al telefono la voce di Stefano Bandecchi che ufficializzava la fine della trattativa - il confronto con Franco Fedeli per definire il futuro societario della Ternana si chiude con un punto di non ritorno. Alla base del divorzio vi sono dissidi insanabili sul progetto sportivo. Da un lato il presidente Stefano Bandecchi, deciso a metterci la faccia in prima persona per allestire un'organizzazione vincente e costruire una squadra pronta a lottare per la vittoria del campionato. Dall'altro una visione societaria ritenuta distante dalle reali esigenze della piazza di Terni e dalle insidie della Serie D.
Un Bandecchi misurato e chiaro, che evidenzia con trasparenza le ragioni di una rottura e che ricalcano quello che abbiamo raccontato in queste settimane. Sul piatto, la definizione di un budget da due milioni di euro, considerato dallo stesso Bandecchi la cifra congrua e indispensabile (tra l'altro concordata tra le parti nei primi incontri) per tentare di centrare il ritorno tra i professionisti senza scorciatoie né incertezze. Una presa di posizione netta che segna l'avvio di una nuova fase gestionale e tecnica per il club rossoverde.
Presidente Bandecchi, quali sono stati i fattori decisivi che hanno determinato la rottura definitiva con Franco Fedeli?
"Fedeli ha un'idea calcistica che oggi non è idonea per la città di Terni. E' una persona degnissima e ha esperienza nel calcio, ma i tempi ormai sono scaduti. Aspettavo dei Patti parasociali che dovevano essere fatti dal suo avvocato. Mi sono incontrato 3-4 volte con Fedeli, si sono incontrati anche i dirigenti, si è incontrato Mangiarano, si è incontrato l'amministratore delegato attuale, Fabio Moscatelli. Se non si sono trovati non si sono trovati, ce ne faremo una ragione. E quindi cambieremo strada. La Ternana non ha bisogno di cose stupide, deve partire col piede giusto. Di cose senza senso logico ne abbiamo viste troppe negli ultimi 3 anni".
In termini di programmazione e di impostazione societaria, quali garanzie servono oggi alla Ternana per affrontare la Serie D?
"La nuova Ternana ha bisogno di un'idea precisa, seria, semplice, dove si fa un campionato per tentare di vincere. Non si vincerà forse, perché siamo per la prima volta in serie D. Ma dobbiamno avere quella solidità e unità di intenti, una programmazione che in un paio d'anni - se non andrà bene il primo tentativo - ci consenta tornare nel calcio professionistico. Comunque ci vuole un'idea precisa di quello che si fa. Non può essere la continuazione di un insieme di idee poco chiare. Bisogna andare avanti verso un obiettivo chiaro e condiviso. Se evidentemente questo obiettivo non è semplice, nemmeno in serie D, allora a me dispiace. Troverò altre persone che vorranno prendersi la Ternana insieme a me".
Sul piano economico, qual è la distanza finanziaria e operativa che si è venuta a creare rispetto alle proposte emerse al tavolo della trattativa?
"L'idea originale, non so se vi ricordate, era quella di avere 3-4 soci. Fedeli voleva fare tutto da solo, però se vuoi fare tutto da solo devi anche avere voglia di farlo. Non so con quali calciatori si deve fare, se poi l'idea è fare una società di serie D che ha degli obiettivi alti, spendendo 800 mila euro. Con 800 mila euro, a meno di miracoli, si resta in serie D per tutta la vita. Purtroppo sono delle realtà oggettive e siccome c'è anche il mio nome questa volta, io ci metto la faccia con la città. Dato che qui tutti hanno detto che io stavo dietro alla Ternana in passato, voglio chiarire che io sto davanti alla Ternana adesso. La Ternana è roba che voglio vedere, voglio guardare da tifoso prima di tutto, quindi basta cavolate all'interno della Ternana. Poche idee, semplici, lineari e vincenti".
Quali sono i parametri finanziari stabiliti per coprire l'intera stagione ed evitare squilibri di bilancio?
"Se erano stabilite delle cifre, dei parametri, in quelle cifre dovevamo stare. Si erano convenuto un budget di due milioni, non dobbiamo fare il passo più lungo della gamba, non dobbiamo sforare. Se andiamo fuori da quelle cifre non va bene, perché non dobbiamo esagerare su nulla. Però si era detto che due milioni di investimento quest'anno, fra squadra, trasferte, eccetera, era l'obiettivo da perseguire, ci si può arrivare. Dopodiché è chiaro che si spera di incassare 50 euro di biglietteria, si spera di incassare 20 euro di pubblicità, perché nessuno vuole buttare soldi, però la Ternana la vogliamo costruire con una identità precisa e con le adeguate coperture finanziarie".
Lei ha richiamato le risorse ingenti investite finora per la ripartenza. In che modo questo impegno influenza le decisioni attuali?
"Io, signori, ad oggi ho comprato l'Orvietana, per questo acquisto mi trovo anche qualche problema giudiziario, ho investito nella Futsal per quello che c'era e per darle una prospettiva futura, ho rioganizzato la fusione, mi sono comprato il marchio con tutta la storia che c'era dietro, e addirittura ieri ho saputo che hanno sbagliato i calcoli dell'IVA, quindi devo versare altri 20 mila euro, 18 mila euro, lasciamo stare, si arriva a quasi 200 mila euro, in totale. Signori, fa quasi un milione, e si spende un milione per le pre-condizioni e poi si fa un campionato da 800 mila euro? Allora c'è qualcosa che non va. Oltretutto è una squadra che io tifo ed è una squadra che io sento, voglio continuare a vederla in televisione o voglio continuar a vederla dagli spalti, non me ne voglio occupare direttamente, l'avevo già detto, però deve essere una squadra che deve almeno sognare di poter crescere. E poi scusate, faccio finire qua Falletti, Pettinari, altri tre o quattro nomi da Serie B e poi stiamo a mettere in piedi un progetto minimo? Si deve fare questa squadra o no?".
Questa chiusura con Fedeli rischia di rallentare i tempi di allestimento della squadra guidata da Mammarella?
"No, non è rallentata, ieri sera Mamarella mi diceva che, compresi i portieri, siamo già a 16 componenti della rosa. Se mettiamo solo un portiere, sono 14 persone, la rosa se non sbaglio è 23-24, credo che siamo già un bel passo avanti, abbiamo già dei componenti, mi sembra che Mammarella la stia strutturando nel modo giusto. Poi è chiaro, così siamo in ritardo, però vediamo di farla velocemente con la giusta chiarezza degli obiettivi questa squadra. Torno a dire, proprio perché siamo in ritardo, quanto dovevo parlare ancora con la controparte che ha fatto scelte diverse? Io voglio bene a Fedeli, è una persona molto seria, molto giusta. Però forse ha un'idea del calcio molto romantica e non attuale. Nel calcio c'è poco di romantico, nel calcio si hanno degli obiettivi e i tifosi sognano. Se vinci sei un cretino, quando perdi sei ancora più cretino, questo è il calcio".