È stata definitivamente archiviata la posizione dell'ex presidente della Regione Liguria ed ex europarlamentare di Forza Italia, Giovanni Toti. L'ex governatore - per due mandati consecutivi - negli ultimi due anni è stato indagato per corruzione e finanziamento illecito nell'ambito della maxi inchiesta che si era abbattuta sulla politica ligure. Una vicenda sulla quale il sindaco di Terni e presidente della Provincia Stefano Bandecchi ha invocato che torni "obbligatoriamente l'immunità parlamentare".
Arrestato il 7 agosto 2024 nella sua villa ad Ameglia, nello Spezzino, l'ex governatore è stato indagato insieme ad altri con accuse per un presunto coinvolgimento nel voto di scambio, fatto che non è stato sufficientemente provato, questo emerge nel documento 'omnia' relativo a tutte le imputazioni residuali nella maxi inchiesta ligure.
Per Toti, che aveva già patteggiato due anni e tre mesi per corruzione poi convertiti in 1620 ore di lavori socialmente utili, i pm hanno chiesto ed otttenuto l'archiviazione poiché le risultanze ivestigative non consentono di sostenere l'accusa in un eventuale giudizio. Il Gip accogliendo la richiesta della Procura genovese ha rilevato "l'insussistenza dell'ipotesi di reato astrattamente ipotizzabile" e "l'inidoneità degli elementi in atti a formulare una ragionevole previsione di condanna". Disposta l'archiviazione anche per gli altri coinvolti nell'indagine ovvero gli imprenditori Mauro Vianello e Aldo Spinelli, l'ex presidente dell'Autorità Portuale Paolo Emilio Signorini, Maurizio Rossi, editore di Primocanale, rete chiusa con la messa alla prova per l'accusa di finanziamento illecito e Antonella Traverso, dipendente dell'Autorità Portuale.
"La vicenda di Toti non può passare inosservata - così ha commetato Bandecchi in un video su Instagram, definendola "una cosa mostruosa, sei mesi di galera, una serie di chiacchiere e di parole, scandali molteplici, dimissioni e nuove elezioni. Ancora una volta la magistratura segna la regola della politica italiana e noi parliamo ancora di migranti, di chi vuole essere comunista e chi fascista. Questa è una nazione che va cambiata nella sua essenza. Deve tornare obbligatoriamente l'immunità parlamentare".
Per il sindaco di Terni "la magistratura deve tornare immediatamente al suo posto e vanno abolite quelle leggi che oggi danno la possibilità ai dirigenti di contare più della politica. Bisogna ricominciare a fare politica sana".
L'inquilino di Palazzo Spada è tornato su Toti anche in un secondo post pubblicato sempre da Instagram, "una vicenda che sta passando troppo silenziosamente - ha affermato -. Ma vi rendete conto che un gruppo di Pubblici Ministeri a un certo punto ha deciso di cambiare le sorti della Liguria decidendo che un gruppo di "malavitosi" - di imprenditori e politici - faceva talmente tante cose strane da metterli in galera. Toti ha dovuto confessare una colpevolezza che evidentemente non aveva per uscire di galera - dice riferendosi al patteggiamento -. Lo stesso magistrato che lo ha indagato a un certo punto ha chiesto per lui l'assoluzione perché non ci sono prove sufficienti per nessuno. Ma voi vi rendete conto della tragedia italiana? La magistratura, o almeno alcuni componenti della magistratura, fanno politica in Italia e dettano le regole".
Parole forti quelle del primo cittadino che si è poi soffermato sull'impatto che le indagini hanno avuto sulla vita dello stesso Toti che "oggi è totalmente fuori dalla politica, non potrà mai più rientrarvi, ci saranno quelli che continueranno sempre a pensare che comunque è un malavitoso nonostante tutto. C'è del brutto in tutta questa storia ed è il brutto italiano, mentre noi pensiamo ai migranti e a Ranucci. Intanto c'è un Toti che paga per la mala politica che la magistratura fa in Italia. Una situazione gravissima" conclude.