29 Sep, 2026 - 12:00

Vertice Mimit su AST, Cardinali: "Risolto l'ambiente, ora svolta sull'energia"

Vertice Mimit su AST, Cardinali: "Risolto l'ambiente, ora svolta sull'energia"

Il futuro industriale della conca ternana si gioca adesso, sospeso tra il peso della storia produttiva e la sostenibilità economica dei mercati europei. Al ministero delle Imprese e del Made in Italy il vertice istituzionale ha fissato una coordinata chiara: Acciai Speciali Terni resta un cardine irrinunciabile per la manifattura dell'intero Paese, ma la tenuta del piano di sviluppo impone di sciogliere senza indugi il nodo delle bollette industriali. Concluse le tappe decisive sul versante del risanamento ecologico, la pressione si sposta per intero sulle tariffe energetiche. L'assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Terni, Sergio Cardinali, delinea la rotta dell'amministrazione all'indomani del confronto romano, sottolineando la portata della presenza del ministro Adolfo Urso e le sfide aperte sul fronte dei costi di produzione.

Il confronto al Mimit e le risorse sul tavolo: la rotta verso il miliardo di euro di investimenti

Assessore Cardinali, la presenza del ministro Adolfo Urso al vertice romano ha impresso un cambio di passo al confronto. Qual è la lettura politica e operativa dell'amministrazione comunale sull'esito della riunione?

"La presenza del ministro Adolfo Urso al tavolo rappresenta un segnale concreto dell’attenzione del Governo alla strategicità della siderurgia italiana. La riunione al Mimit ha confermato un punto sul quale istituzioni locali, esecutivo nazionale, azienda e organizzazioni sindacali convergono in modo netto: AST è un asset strategico per Terni e per il sistema industriale nazionale, e occorre creare le condizioni perché continui a investire e produrre nel nostro territorio. Ora questa attenzione deve tradursi, attraverso il lavoro comune di tutte le istituzioni coinvolte, in soluzioni capaci di garantire prospettive industriali di lungo periodo. In questo percorso il Comune di Terni non è stato e non intende essere uno spettatore. Abbiamo scelto fin dall’inizio di stare dentro le questioni decisive: energia, investimenti, infrastrutture, sostenibilità ambientale e rapporto tra grande industria e città. Lo abbiamo fatto con un atteggiamento propositivo ma anche esercitando, quando necessario, un forte ruolo di stimolo, convinti che difendere l’industria significhi contemporaneamente difendere il lavoro, l’ambiente e la competitività del territorio".

L'azienda ha illustrato cifre considerevoli per il rilancio del sito. Di quale dimensione finanziaria parliamo e a quali condizioni questo percorso potrà consolidarsi stabilmente?

"I numeri presentati dall’azienda sono significativi. Il percorso di investimenti avviato dal 2022 supera i 500 milioni di euro e può ulteriormente crescere, fino a dimensioni prossime al miliardo di euro, se esisteranno condizioni produttive ed economiche sostenibili. Siamo di fronte a quello che può diventare un vero new deal per il manifatturiero e per la città di Terni. Investimenti industriali, decarbonizzazione, efficientamento energetico, recupero ambientale e nuove prospettive energetiche possono finalmente essere ricondotti dentro un unico progetto di sviluppo: un appuntamento che la città e il Paese non possono permettersi di vanificare".

Dalla bonifica della discarica di Valle alla rampa scorie: il bilancio delle partite ambientali 

Sul piano della compatibilità ambientale la città chiedeva risposte tangibili da anni. Quali risultati concreti si aprono adesso con l'avvio del landfill mining?

"La stessa determinazione dimostrata sui tavoli nazionali l’abbiamo avuta sul fronte ambientale. Nei prossimi giorni partirà il progetto di landfill mining della discarica di Valle, di proprietà del Comune di Terni. Si tratta di un risultato particolarmente significativo per un’Amministrazione che ha mantenuto costantemente alta l’attenzione sulla riqualificazione dell’area e sulla necessità di accompagnare lo sviluppo industriale con interventi concreti a tutela del territorio. Abbiamo esercitato un pungolo continuo perché la presenza della grande industria siderurgica fosse sempre più compatibile con la qualità dell’ambiente e della vita dei cittadini. AST ha risposto con attenzione e disponibilità, dimostrando che il confronto tra amministrazione pubblica e impresa può produrre risultati concreti. Il landfill mining rappresenta un ulteriore salto di qualità: recuperare materiali da una discarica che costituisce l’eredità di decenni di produzione significa trasformare un problema del passato in una risorsa secondo i principi dell’economia circolare".

Accanto al risanamento della discarica, il sito ha visto l'introduzione di innovazioni tecnologiche di rilievo. Che ruolo gioca l'impianto della rampa scorie?

"In questo percorso virtuoso si inserisce a pieno titolo anche l’impianto della rampa scorie chiusa, una soluzione di assoluta avanguardia e un unicum a livello mondiale. È la dimostrazione pratica di come innovazione industriale e sostenibilità ambientale possano procedere insieme senza escludersi a vicenda. Abbiamo tracciato un solco chiaro: dopo aver affrontato e impostato a dovere la tutela dell'ambiente, adesso dobbiamo fare esattamente lo stesso sull’energia".

La vertenza idroelettrica e la scadenza del 2029: la necessità di un cuscinetto per il bacino

L'energia rimane l'ostacolo più critico per la tenuta del polo. Perché il solo orizzonte delle concessioni idroelettriche del 2029 rischia di non bastare al polo industriale?

"Il punto decisivo rimane il costo dell’energia: senza una soluzione strutturale, proprio questo fattore rischia di compromettere gli investimenti realizzati e quelli programmati. È su questo terreno che il Comune di Terni ha posto con forza la questione energetica, andando oltre la singola vertenza AST. L’energia a costi competitivi serve alla siderurgia, ma serve anche alla chimica, all’artigianato, alle piccole e medie imprese e a tutto quel sistema manifatturiero che rappresenta ancora una componente fondamentale dell’economia della città. Sul medio termine è particolarmente importante il percorso sulle concessioni idroelettriche in scadenza nel 2029: la Regione Umbria ha illustrato l’ipotesi di una società a maggioranza pubblica, con un socio operativo privato e la possibile partecipazione degli energivori, insieme a strumenti quali quote di produzione riservate e contratti energetici di lungo periodo. È una prospettiva che il Comune intende seguire da protagonista, forte della nostra storia. La centrale di Galleto e lo sviluppo dell’asta idroelettrica Nera-Velino nascono nei primi decenni del Novecento dentro quell’intreccio tra acciaio, chimica ed energia che ha costruito la Terni industriale".

In attesa del riassetto del 2029, quali interventi urgenti richiede l'amministrazione per tutelare la produzione nell'immediato?

"Abbiamo sostenuto con forza che il 2029 non debba essere considerato semplicemente come la scadenza amministrativa delle concessioni, ma come l'occasione per ricostruire in chiave moderna il rapporto tra l’energia prodotta dal territorio e lo sviluppo economico del territorio stesso. Tuttavia, AST e il sistema produttivo ternano non possono aspettare cinque anni. Per questa ragione il Comune di Terni chiede che si lavori da subito a una soluzione transitoria sul costo dell’energia e sui rottami di ferro e, contemporaneamente, a una strategia strutturale, coinvolgendo direttamente il Governo e la Commissione europea per individuare gli strumenti compatibili con le regole comunitarie".

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Federico Zacaglioni
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