Scatta il conto alla rovescia per l'esame territoriale dell'aggiornamento del piano industriale di Arvedi AST, presentato nei giorni scorsi al MIMIT. Dopo le reazioni sindacali e istituzionali, improntate a cautela e attesa in vista della verifica dei contenuti del piano di investimenti e produzione presentato dal CEO Menecali, arrivano anche le reazioni dei partiti politici umbri. In particolare quelli del centrodestra, maggioranza di governo a livello nazionale, che mettono il timbro sul lavoro svolto dal governo Meloni e dal ministro Urso.
Sullo sfondo restano i due elementi principali da affrontare. I grandi nodi da sciogliere. La questione del caro energia e la ricerca di una soluzione strutturale per garantire all'AST di poter competere con i grandi gruppi internazionali dell'acciaio, nonostante gli extra-costi italiani dell'elettricità. E poi il destino del Magnetico, la possibilità cioè che a Terni torni la produzione (almeno la fase di laminazione) del lamierino che era tra i punti di forza del ciclo integrato e che i tedeschi di ThysssenKrupp dismisero circa 20 anni fa. Con la riattivazione di queste lavorazioni si arriverebbe al miliardo di euro di investimenti, che era il punto di ricaduta prospettato dal gruppo Arvedi tre anni fa.
Sarà questo il nuovo terreno di confronto politico a livello europeo che impegnerà il governo. Perché senza una prospettiva legata alla ripresa della mobilità elettrica e all'automotive, l'azienda si fermerà a 560 milioni di investimenti con i 70 a fondo perduto stanziati dal governo Meloni. Intanto, però, Fratelli d'Italia, Lega e parlamentari umbri del centrodestra manifestano soddisfazione per la ripresa del dialogo e per la riattivazione del percorso che dovrebbe portare alla firma dell'Accordo entro il mese di maggio.
"L'annuncio della sottoscrizione dell'accordo di programma per l'Ast entro fine maggio, rappresenta una tappa fondamentale per il futuro della siderurgia ternana e dell'intero sistema industriale regionale e nazionale. - afferma in una sua nota il segretario regionale Lega Umbria, Riccardo Augusto Marchetti - Il confronto costruttivo avvenuto al ministero delle Imprese e del Made in Italy conferma l'impegno concreto del Governo, delle istituzioni territoriali, del Gruppo Arvedi e delle parti sociali nel dare attuazione a un progetto ambizioso e strategico, a cui anche la Regione Umbria, sotto la guida della Lega e di Donatella Tesei, ha fortemente contribuito".
Marchetti ricorda le cifre complessive dell'operazione presentata a via Veneto, nella sede romana del ministero.
"L'investimento previsto, pari a 560 milioni di euro, di cui 70 messi a disposizione dal Governo - prosegue il segretario leghista Marchetti - non solo testimonia l'attenzione verso il comparto siderurgico, ma garantisce interventi di modernizzazione degli impianti, innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale, elementi essenziali per rafforzare la competitività dell'impianto ternano. A guidare questo percorso è una visione chiara: tutelare l'occupazione, promuovere lo sviluppo sostenibile e consolidare il ruolo dell'Ast nel panorama industriale nazionale. Il progetto punta anche su infrastrutture moderne, su soluzioni produttive all'avanguardia e sulla valorizzazione del capitale umano, per rendere il sito un punto di riferimento della siderurgia italiana".
La Lega Umbria, dunque, rivendica di essere sempre stata vicina alle istanze del territorio e sostiene con determinazione un percorso che coniuga rilancio economico e responsabilità sociale.
"Grazie al lavoro di squadra avviato da anni tra Governo, Regione Umbria a guida Lega e attori coinvolti - conclude Marchetti - ci avviciniamo al traguardo di un'intesa che potrà tradursi in risultati tangibili per la nostra regione e per il Paese intero".
Infine, la soddisfazione per l'esito del confronto anche da parte del partito meloniano umbro.
"Entro fine maggio - dicono da Fratelli d'Italia - potrà essere firmato l’Accordo di programma per l’AST di Terni, per innovare gli impianti e garantire continuità occupazionale. Grazie all’impengo diretto del governo Meloni diventa concreto il futuro dell’impianto di Terni nella strategia nazionale della siderurgia, fondamentale per la nostra regione".