Nella Città Serafica in occasione dell'Ottavo Centenario francescano la suggestiva cornive della Rocca Maggiore accoglie 'Franciscus. Fratello in arte' di Michelangelo Pistoletto, tra i più influenti artisti contemporanei. Una mostra inedita che restituisce attraverso l'espressione artistica la connessione ininterrotta che va da San Francesco a Papa Francesco, il primo e l'unico ad aver scelto di chiamarsi come il Poverello. L'esposizione, promossa dal Comune di Assisi e prodotta da Opera laboratori, in collaborazione con Cittadellarte-Fondazione Pistoletto e Galleria Continua, con il patrocinio della Regione Umbria, mette in dialogo fra loro alcune delle opere più significative del maestro. "Per me - ha affermato Pistoletto - in questo luogo che risuona del nome di Francesco, la mostra abbraccia la storia del Santo celebrandone l'ottocentesimo anno dalla morte".
Un progetto che nasce da una proclamazione, radicale e laica, ovvero quella di Papa Francesco come "Primo Santo dell'arte". Una "santificazione artistica - ha spiegato l'artista - che unisce quella nuova di Papa Francesco a quella antica del fraticello di Assisi". Un focus che come proprio del suo linguaggio, l'artista biellese declina intrecciando arte, spiritualità e responsabilità sociale. La proclamazione non ha dunque a che vedere con la religione bensì si configura nel perimetro artistico dove la figura di Papa Francesco, come "fratello in arte", incarna perfettamente quella capacità di trasformare la vita in opera e la spiritualità in responsabilità condivisa.
Due sono i simboli intorno a cui l'artista ha sviluppato il percorso iconografico: la croce e lo speccio. La croce pettorale del pontefice poiché racchiude un "paesaggio spirituale" fatto di cura, pace e armonia. Un elemento semplice quanto potente che è il punto di partenza di una ricerca che non si è mai esaurita dove, proprio come il pontefice e il Santo assisano prima di lui, le differenze non dividono ma, al contrario, creano connessioni. Non è certamente un caso che lo scorso anno Pistoletto sia stato anche candidato al Premio Nobel per la Pace, una proposta giunta a coronamento di un ultra decennale impegno per la costruzione di un mondo migliore attraverso l'espressione artistica.

Centrale poi il ruolo dello specchio, tramite tra realtà e rappresentazione, che coinvolge direttamente lo spettatore. Il tutto nel riferimento al simbolo del Terzo Paradiso, l'opera di land art realizzata proprio nel Bosco Sacro di Assisi nel 2011, visibile dalla Torre Poligonale della Rocca Maggiore, che diventa orizzonte di dialogo raffigurando idealmente l'incontro tra fedi e culture. Proprio in continuità con quest'opera si colloca la nuova mostra, come un viaggio attraverso religioni e filosofie, qui supportato anche da testimonianze fotografiche. Il percorso trova compimento in una video installazione dedicata alla santificazione artistica di Papa Francesco, un atto performativo artistico e spirituale insieme.
Ad Assisi, che il mese scorso ha visto concludersi l'intenso mese dell'ostensione delle spoglie mortali del Santo, l'iniziativa è stata accolta con entusiasmo. "Una mostra di grande spessore - ha evidenziato il sindaco Valter Stoppini - che rilancia i valori francescani attraverso l'arte e conferma il ruolo di Assisi come città di pace e dialogo". Padre Antonio Spadaro, sottosegretario del Dicastero vaticano per la cultura e l'educazione, ha sottolinato che Papa Francesco "è stato fratello in arte nell'intera vita". Beppe Costa, amministratore delegato di Opera laboratori, ha osservato come la forza del progetto risieda nella sua capactà di mettere in dialogo arte contemporanea, spiritualità e identità del territorio. La mostra resterà aperta e visitabile fino alla data simbolo del 4 ottobre 2026, quando si celebra San Francesco Patrono d'Italia, da quest'anno ripristinata festa nazionale.