20 Aug, 2026 - 14:53

Assisi, i Madonnari da tutto il mondo dipingono San Francesco: una maxi opera nella piazza della Basilica

Assisi, i Madonnari da tutto il mondo dipingono San Francesco: una maxi opera nella piazza della Basilica

Per tre giorni la piazza Inferiore della Basilica di San Francesco diventerà un grande laboratorio d’arte a cielo aperto. Gessetti, pastelli, colori e prospettive prenderanno il posto della tela per dare forma a una delle iniziative più originali dell’anno francescano: dal 28 al 30 agosto Assisi accoglierà più di 50 Madonnari provenienti da diversi Paesi del mondo, chiamati a reinterpretare la figura e il messaggio di San Francesco attraverso una forma artistica tanto spettacolare quanto effimera.

L’appuntamento, intitolato “Francesco nell’arte dei Madonnari”, nasce nel quadro delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco e mette in relazione due luoghi che hanno costruito attorno all’arte del gessetto una parte importante della propria identità culturale: Assisi e Curtatone, in provincia di Mantova, sede dell’Antichissima Fiera delle Grazie e di una manifestazione madonnara riconosciuta a livello internazionale.

Non sarà dunque soltanto una rassegna artistica. L’obiettivo è trasformare la tradizione dei Madonnari in uno strumento di racconto del francescanesimo, affidando a un linguaggio immediato e popolare la possibilità di parlare di Francesco, della sua eredità e dei valori che continuano ad accompagnarne il messaggio.

La piazza della Basilica diventa una tela

Il cuore dell’iniziativa sarà la piazza Inferiore della Basilica di San Francesco, uno dei luoghi più riconoscibili di Assisi e dell’intero patrimonio spirituale e culturale italiano. Qui gli artisti lavoreranno sia durante il giorno sia nelle ore notturne, permettendo a cittadini, pellegrini e visitatori di assistere direttamente alla nascita delle opere.

La formula conserva uno degli elementi più affascinanti dell’arte madonnara: il pubblico non si trova davanti a un'opera già compiuta, ma può seguire il processo creativo, osservando progressivamente il disegno prendere forma sulla superficie.

Sono previste 40 opere individuali, dedicate a San Francesco e realizzate su uno strato di linoleum, per una superficie complessiva di circa 220 metri quadrati. A queste si aggiungerà la grande opera collettiva, concepita appositamente per l’evento e destinata a rappresentare il momento centrale della manifestazione. La possibilità di osservare gli artisti al lavoro sarà inoltre favorita dalla presenza di apposite passerelle, pensate per consentire ai visitatori di avvicinarsi alla realizzazione dei dipinti senza interferire con il lavoro dei Madonnari.

Una grande opera collettiva per gli 800 anni

La composizione collettiva sarà realizzata da 12 Madonnari e avrà una superficie di circa 50 metri quadrati. Il progetto è stato affidato alla direzione artistica di Kurt Wenner, artista americano di fama internazionale considerato una delle figure più importanti nell’evoluzione dell’arte madonnara contemporanea e, in particolare, della tecnica anamorfica.

L’opera è stata concepita come un racconto dell’eredità francescana e come una sorta di cammino visivo attraverso la figura del Santo. Al suo interno troveranno spazio anche riferimenti alla storia contemporanea della Chiesa, con la presenza di Papa Giovanni Paolo II, Papa Francesco e Papa Leone XIV, inseriti nel più ampio racconto dedicato a Francesco e alla sua eredità spirituale. 

Un elemento particolarmente significativo riguarda la natura dell’opera principale. Se la tradizione madonnara nasce dalla consapevolezza della caducità dell'immagine, in questo caso il progetto prevede la realizzazione su un supporto permanente, con l’obiettivo di lasciare alla città un’opera destinata a durare nel tempo. È un passaggio simbolico importante: un’arte nata per essere cancellata dal tempo viene utilizzata proprio nell’anno dell’ottavo centenario per consegnare ad Assisi una memoria destinata invece a rimanere.

Il legame con Curtatone e la tradizione dei Madonnari

L’iniziativa rappresenta anche il risultato concreto della collaborazione avviata tra Assisi e Curtatone, due realtà apparentemente distanti ma unite da una comune attenzione ai temi francescani e dalla tradizione dell’arte madonnara. L’accordo tra le due città prevede infatti un percorso articolato in due momenti. Il primo si è svolto a Grazie di Curtatone il 14 e 15 agosto, nell’ambito della 52ª edizione dell’Incontro Nazionale dei Madonnari, dove gli artisti sono stati chiamati a confrontarsi con il tema del messaggio di San Francesco.

Il secondo approda ora ad Assisi, dove una selezione di artisti provenienti da diversi Paesi darà vita alla grande opera collettiva. Il progetto è promosso dal Comune di Assisi, in collaborazione con il Sacro Convento di San Francesco, e rientra nel programma delle iniziative per l’ottavo centenario. Il collegamento con Curtatone non è soltanto organizzativo. Grazie e Assisi condividono infatti una particolare vocazione a utilizzare l’arte come strumento di incontro e di partecipazione. L’esperienza dei Madonnari, in questo senso, diventa un ponte tra territori e tradizioni differenti.

"Un evento unico e straordinario"

A sottolineare il significato dell’appuntamento è stato il sindaco di Assisi Valter Stoppini, che ha definito l’iniziativa un appuntamento "unico e straordinario", indicandolo tra "i più significativi" del calendario legato all’ottavo centenario francescano.

Una valutazione che restituisce la particolare collocazione dell’evento all’interno del programma celebrativo del 2026. L’arte dei Madonnari non viene infatti proposta semplicemente come attrazione per i visitatori, ma come uno degli strumenti attraverso cui Assisi intende continuare a rileggere la figura di Francesco attraverso linguaggi contemporanei. Nel progetto convivono così arte popolare e ricerca artistica, devozione e creatività, memoria e contemporaneità.

Un’arte effimera che diventa memoria

È proprio il contrasto tra effimero e permanente a rappresentare uno degli aspetti più interessanti dell’iniziativa. Il Madonnaro lavora tradizionalmente su una superficie destinata a essere cancellata. Il disegno nasce per essere osservato, fotografato e ricordato, ma non necessariamente conservato. La sua forza sta anche nella consapevolezza che l'opera non è eterna e che il tempo, prima o poi, ne cancellerà i colori.

Ad Assisi, invece, questa logica viene parzialmente rovesciata. Le 40 opere individuali saranno esposte, tempo permettendo, fino al primo settembre, mentre la grande opera collettiva sarà realizzata su un supporto permanente e acquisita dal Comune, che intende valorizzarla anche successivamente.

"È nella nostra volontà rendere l'opera collettiva e le altre protagoniste del Natale di Assisi", ha spiegato l'assessore al Turismo e marketing territoriale Fabrizio Leggio, intervenuto alla presentazione insieme al sindaco di Curtatone Carlo Bottani, al direttore dell'Ufficio comunicazioni del Sacro Convento fra Giulio Cesareo, a Kurt Wenner e a Giulio Proietti Bocchini, dell'Ufficio turismo di Assisi, coordinatore del progetto.

L'idea è dunque quella di andare oltre la dimensione strettamente temporanea dell'evento, trasformando le opere in una traccia capace di continuare a raccontare l'esperienza anche dopo la conclusione della manifestazione.

Il pubblico dentro il processo creativo

Uno degli elementi che rendono particolarmente interessante l'appuntamento sarà la possibilità di osservare direttamente il lavoro degli artisti.

Il Madonnaro non presenta semplicemente un risultato finale: costruisce l'immagine davanti agli occhi del pubblico. Linee, prospettive, sfumature e colori emergono progressivamente, rendendo visibile un processo creativo che normalmente rimane nascosto all'interno di uno studio.

Ad Assisi questo rapporto sarà ancora più evidente. I visitatori potranno assistere alle diverse fasi della realizzazione, osservando la trasformazione della piazza in un gigantesco spazio pittorico.

È una modalità di fruizione che avvicina l'arte alle persone e che, soprattutto in una città attraversata quotidianamente da migliaia di pellegrini e turisti, permette di creare un rapporto diretto tra opera, artista e luogo.

Il francescanesimo attraverso il colore

Il tema scelto per la manifestazione non è casuale. Nell'anno in cui Assisi celebra gli 800 anni dalla morte di San Francesco, l'arte viene chiamata a confrontarsi con un'eredità che non appartiene esclusivamente alla dimensione religiosa.

Pace, fraternità, dialogo, attenzione al creato, semplicità e rapporto con l'altro sono temi che possono essere tradotti anche attraverso un'immagine, un colore o una composizione. 

È questa la sfida affidata ai Madonnari: raccontare Francesco senza limitarsi alla rappresentazione iconografica del Santo, ma cercando di restituire attraverso l'arte qualcosa della sua capacità di parlare ancora al presente.

La piazza Inferiore della Basilica diventa così il punto d'incontro tra una tradizione artistica nata nelle strade e uno dei luoghi simbolici del francescanesimo.

La conclusione con la benedizione delle opere

La manifestazione si concluderà domenica 30 agosto alle 11.30, con la benedizione degli artisti e delle opere da parte dei frati del Sacro Convento e una cerimonia di ringraziamento.

Sarà il momento conclusivo di tre giornate nelle quali il lavoro dei Madonnari avrà trasformato progressivamente la piazza in un grande racconto per immagini.

Per fra Giulio Cesareo, l'auspicio è che "questa manifestazione possa toccare le persone ed essere un'esperienza spirituale". È forse proprio in questa frase che si trova la chiave dell'intero progetto. Perché ad Assisi l'arte non arriva soltanto per essere osservata. Può diventare esperienza, incontro e occasione di riflessione.

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Francesco Mastrodicasa
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