Sarà Assisi ad ospitare nel 2027 gli "Stati Generali della Bellezza", il prestigioso appuntamento nazionale promosso da ALI – Autonomie Locali Italiane, che riunisce amministratori pubblici, assessori alla cultura e al turismo, esperti del settore e operatori chiamati a confrontarsi sulle strategie di valorizzazione dei territori italiani.
La decisione è stata assunta a Offida, nelle Marche, dove si è svolta l'edizione 2026 dell'iniziativa. Al termine dei lavori, l'assemblea ha scelto la città serafica come sede del prossimo appuntamento, riconoscendole un ruolo sempre più centrale nel panorama culturale e turistico nazionale.
Una scelta che assume un significato particolare nell'orizzonte del Centenario francescano, che vedrà Assisi protagonista di numerose iniziative legate alla figura di San Francesco e ai valori universali del suo messaggio.

Gli Stati Generali della Bellezza non rappresentano una semplice vetrina culturale.
Negli anni si sono trasformati in un laboratorio di idee e proposte concrete dedicato ai temi della tutela del patrimonio, della promozione turistica e della sostenibilità urbana.
L'obiettivo è interrogarsi su come la straordinaria ricchezza storica, artistica e paesaggistica italiana possa diventare motore di sviluppo senza perdere autenticità.
Un tema tutt'altro che secondario in un Paese come l'Italia, dove la bellezza costituisce una delle principali risorse economiche e identitarie.
La sfida consiste nel governare i flussi turistici evitando che il successo si trasformi in consumo indiscriminato dei luoghi.
Assisi, da questo punto di vista, rappresenta un osservatorio privilegiato.
L'annuncio della designazione è stato accolto con soddisfazione dall'amministrazione comunale.
A rappresentare Assisi a Offida è stata Donatella Casciarri, assessore con delega al centro storico, intervenuta in sostituzione del sindaco Valter Stoppini.
«Raccogliamo il testimone con grande entusiasmo, responsabilità e gratitudine», ha dichiarato.
«Ad Assisi sappiamo bene quanto sia complesso e affascinante far dialogare la tutela di un patrimonio millenario con le esigenze di un turismo moderno, sostenibile e rispettoso dei residenti».
Parole che sintetizzano una delle grandi questioni contemporanee: come preservare l'anima dei luoghi senza rinunciare alle opportunità economiche e culturali generate dal turismo.
Secondo Casciarri, Assisi rappresenta un «simbolo universale di dialogo, accoglienza e spiritualità».
Per questo motivo il confronto nazionale del 2027 potrà offrire spunti utili ben oltre i confini umbri.
La crescita dei flussi turistici costituisce certamente una risorsa, ma pone anche interrogativi concreti.
Le città d'arte italiane sono chiamate ogni giorno a trovare un equilibrio delicato tra esigenze spesso differenti: la tutela dei monumenti, la vivibilità dei centri storici, i bisogni dei residenti e le aspettative dei visitatori.
«Nel 2027 Assisi diventerà anche la casa di ALI e di tutti gli amministratori d'Italia per un confronto su come la bellezza possa continuare ad essere leva di sviluppo per le comunità locali», ha sottolineato ancora Casciarri.
Un confronto che dovrà unire «la forza della memoria storica alle sfide dell'innovazione, senza dimenticare le esigenze di chi vive questi luoghi e fa sì che conservino la loro autenticità».
È forse questa la parola chiave: autenticità.
Perché il rischio, sempre presente, è che le città d'arte diventino semplici scenografie prive della loro vita quotidiana.

Anche il sindaco Valter Stoppini ha espresso soddisfazione per la scelta di ALI.
«Ringrazio ALI, il presidente Roberto Gualtieri e tutti i componenti dell'assemblea per aver scelto Assisi come luogo ideale per parlare di bellezza e sviluppo», ha affermato.
Secondo il primo cittadino, negli ultimi anni la città ha conosciuto una significativa crescita sul piano culturale e turistico.
«Assisi è cresciuta molto grazie ad eventi eccezionali ma anche alla capacità di programmare, promuovere e offrire iniziative di qualità, in grado di attrarre nuove forme di turismo», ha osservato.
Una crescita che, tuttavia, richiede una continua capacità di adattamento.
«La sfida è essere sempre più aperta e accogliente, nel rispetto dei luoghi e della qualità della vita dei cittadini che la vivono ogni giorno».
Non è casuale che proprio Assisi sia stata individuata come sede degli Stati Generali della Bellezza.
Qui il concetto stesso di bellezza trascende l'estetica per assumere una dimensione etica e relazionale.
Il messaggio di San Francesco, fondato sulla pace, sulla fraternità e sull'armonia tra uomo e creato, continua ancora oggi a parlare al mondo contemporaneo.
«Nel 2027 potranno nascere ad Assisi nuovi spunti e opportunità importanti per il futuro delle nostre comunità», ha concluso Stoppini. «I valori legati al messaggio francescano di pace e armonia fra uomo e creato potranno fare la differenza».
In un tempo segnato da profonde trasformazioni sociali, ambientali ed economiche, la scelta di Assisi assume così un valore che va oltre l'organizzazione di un evento.
È il riconoscimento del fatto che la bellezza non è soltanto ciò che si contempla, ma anche ciò che si custodisce, si condivide e si trasmette alle generazioni future.