22 Feb, 2026 - 14:30

Assalto al bancomat a Santa Maria degli Angeli: boato nella notte, colpo fallito per l’ordigno che non esplode

Assalto al bancomat a Santa Maria degli Angeli: boato nella notte, colpo fallito per l’ordigno che non esplode

Il piano era chiaro: far saltare la cassa automatica e portare via il denaro.

Ma qualcosa è andato storto. Il secondo ordigno, quello che avrebbe dovuto completare l’operazione, non è esploso, e così l’assalto al bancomat del Monte dei Paschi in via Becchetti, nel cuore di Santa Maria degli Angeli, è fallito. È questo l’elemento chiave che emerge dalle prime ricostruzioni degli investigatori: un colpo studiato, ma rimasto incompiuto per un imprevisto tecnico che ha costretto i malviventi alla fuga a mani vuote.

Il boato alle tre di notte

A svegliare i residenti della frazione assisana è stato un boato alle tre della notte tra sabato 21 e domenica 22 febbraio. Secondo le prime indagini, i ladri – quattro persone, stando alle informazioni iniziali – avrebbero piazzato due ordigni sul bancomat. Il primo è esploso, causando danni e rumore, ma il secondo non ha funzionato, impedendo l’accesso al vano che contiene il denaro. È stato proprio questo dettaglio a far fallire il colpo.

La scena, per chi si è affacciato alle finestre pochi istanti dopo, era quella di una strada centrale improvvisamente avvolta dal silenzio e dall’odore acre dell’esplosione, con segni evidenti sull’area del bancomat e i primi residenti già allarmati da quanto accaduto.

La fuga e l’allarme alle forze dell’ordine

Capito che il piano non stava andando come previsto, il gruppo si sarebbe dato alla fuga in pochi istanti, lasciando sul posto l’ordigno inesploso e i segni dell’esplosione. Nel frattempo, le segnalazioni arrivate al numero di emergenza hanno messo in moto la macchina dei soccorsi e dei controlli.

L’intervento della polizia e degli artificieri

È stato immediato l’intervento della Polizia di Stato del commissariato di Assisi, guidato dal primo dirigente Francesca Di Luca. Gli agenti hanno messo in sicurezza l’area e avviato i primi accertamenti, mentre venivano allertati anche gli artificieri per occuparsi del secondo ordigno rimasto inesploso. Un passaggio delicato, necessario per evitare ulteriori rischi in una zona densamente abitata e molto frequentata durante il giorno.

Le operazioni di messa in sicurezza si sono svolte con la massima cautela, proprio perché la presenza di un ordigno non detonato rappresentava un pericolo concreto per residenti e passanti.

Area transennata e rilievi per tutta la mattina

L'area risulta ancora transennata per consentire agli investigatori di effettuare tutti i rilievi necessari. Tecnici e agenti hanno lavorato per ricostruire con precisione la sequenza degli eventi, analizzando i danni provocati dall’esplosione e verificando le modalità con cui gli ordigni erano stati posizionati.

Parallelamente, sono state acquisite le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, considerate fondamentali per ricostruire in maniera esatta la dinamica dell’assalto e, soprattutto, per individuare il percorso di arrivo e di fuga dei responsabili.

Un colpo studiato, ma andato male

Dalla prima ricostruzione emerge il profilo di un’azione preparata con attenzione, come dimostra l’uso di due ordigni. La scelta di colpire in piena notte, in una fascia oraria con poco traffico e scarsa presenza di persone, rientra in uno schema già visto in altri episodi simili. Tuttavia, l’incepparsi del secondo ordigno ha cambiato completamente l’esito dell’operazione, trasformando un assalto potenzialmente riuscito in un tentativo fallito.

Indagini in corso e caccia ai responsabili

Gli investigatori stanno ora lavorando per dare un volto e un nome ai quattro presunti componenti del gruppo. Le immagini delle telecamere, insieme ad altri elementi raccolti sul posto, potrebbero fornire indizi decisivi su mezzi utilizzati, movimenti e tempistiche. Non è escluso che si tratti di una banda già attiva in altre zone, specializzata in questo tipo di colpi.

Preoccupazione tra i residenti

L’episodio ha inevitabilmente riacceso la preoccupazione tra i residenti di Santa Maria degli Angeli, soprattutto per le modalità violente dell’azione. L’esplosione in una via centrale, seppur nel cuore della notte, ha ricordato quanto questi assalti possano essere pericolosi non solo per i bersagli, ma anche per chi vive nei dintorni.

Sicurezza e prevenzione

L’assalto fallito riporta al centro il tema della sicurezza degli sportelli automatici e delle misure di prevenzione. L’utilizzo di sistemi anti-esplosione, il rafforzamento della videosorveglianza e una maggiore attenzione ai movimenti sospetti restano strumenti fondamentali per ridurre il rischio e rendere questi colpi sempre più difficili da portare a termine.

Un epilogo provvisorio

Per ora, la notte di paura in via Becchetti si è chiusa con nessun bottino e molti danni, ma anche con una indagine in pieno corso. L’obiettivo delle forze dell’ordine è ora quello di trasformare questo fallimento in un passo decisivo verso l’identificazione e l’arresto dei responsabili, per evitare che tentativi simili possano ripetersi.

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Mario Farneti
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