26 Jun, 2026 - 14:49

Asili nido di Terni, la Cgil attacca il Comune: "“No alla gestione privata di strutture finanziate con fondi pubblici”

Asili nido di Terni, la Cgil attacca il Comune: "“No alla gestione privata di strutture finanziate con fondi pubblici”

Si riaccende il confronto sul futuro dei servizi educativi per la prima infanzia a Terni. Al centro della polemica torna il progetto dell'amministrazione comunale di affidare in concessione ai privati la gestione dei nuovi asili nido di via Cadore e Peter Pan, strutture realizzate o riqualificate grazie ai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e del Piano Periferie.

A prendere posizione è l'assemblea generale della Cgil di Terni che, tornando sulla discussione già affrontata in Commissione consiliare, ribadisce la propria netta contrarietà all'esternalizzazione del servizio, giudicando la scelta incompatibile con il ruolo strategico che gli asili nido ricoprono all'interno del sistema educativo pubblico.

La posizione della Cgil: “Fondi pubblici per strutture poi affidate ai privati”

La presa di posizione del sindacato parte da una critica precisa rivolta all'impostazione scelta dall'amministrazione comunale.

“L’affidamento in concessione della gestione dei due asili nido realizzati o ristrutturati con fondi del Pnrr e del Piano Periferie risulta inaccettabile: si utilizzano risorse pubbliche per la ristrutturazione e poi si offrono gli immobili per la gestione privata. Il percorso di esternalizzazione non può essere la soluzione possibile, per questa ragione esprimiamo la nostra contrarietà al percorso indicato dall’amministrazione comunale. Contrarietà riferita, non alle imprese sociali che potranno avere l’affidamento, ma alla scelta dell’amministrazione di dare in affidamento un servizio così importante per la crescita dei bambini”.

La Cgil tiene infatti a distinguere il giudizio sulle cooperative e sugli eventuali soggetti gestori da quello espresso nei confronti della scelta politica dell'ente locale, sottolineando come il nodo della questione non riguardi la qualità degli operatori privati, bensì il modello organizzativo individuato per un servizio ritenuto essenziale.

La conferma della Giunta e il confronto in Commissione

Secondo quanto ricostruito dal sindacato, l'orientamento dell'amministrazione comunale sarebbe stato confermato anche nel corso del recente confronto avvenuto in Commissione consiliare.

La Giunta avrebbe ribadito la volontà di procedere con l'affidamento esterno dei due nidi comunali, una scelta che, secondo la Cgil, arriva in una fase nella quale la domanda di servizi continua a superare ampiamente l'offerta disponibile.

Il problema dei posti disponibili

Tra gli aspetti evidenziati dall'organizzazione sindacale emerge quello relativo alla capacità ricettiva del sistema comunale.

Secondo i dati richiamati dalla Cgil, infatti, 173 famiglie hanno presentato richiesta di iscrizione ai nidi comunali, mentre i posti disponibili risultano essere soltanto 78. Numeri che, secondo il sindacato, confermano come il fabbisogno dei servizi educativi sia ancora largamente superiore all'offerta attualmente garantita dal Comune. 

Su questo punto la Cgil collega direttamente il tema della gestione privata con quello della programmazione del personale.

Le assunzioni e le dichiarazioni del sindaco

Il sindacato critica infatti la decisione dell'amministrazione di non procedere con nuove assunzioni di educatrici.

“La Giunta comunale - spiega l’assemblea di Cgil Terni - ha confermato l’intenzione di procedere con l’esternalizzazione degli asili nido di via Cadore e Peter Pan, cedendoli di fatto ai privati. Davanti a una città in cui ben 173 famiglie hanno chiesto l’iscrizione al nido comunale, a fronte di soli 78 posti disponibili, il sindaco ha persino deciso di stracciare l’ultimo piano assunzionale che prevedeva l’ingresso di due nuove educatrici, giustificando la scelta con il calo delle nascite. Si tratta di una visione miope che taglia sul futuro dei bambini ternani per concentrare le risorse economiche sulla viabilità, un capitolo di spesa sbandierato per incassare voti facili”.

La presa di posizione arriva anche dopo le dichiarazioni del sindaco Stefano Bandecchi, che nei giorni scorsi aveva affermato: “Rispetto ad assumere maestre brave che vanno a insegnare a bambini stranieri, preferisco tappare le buche”.

L'offerta pubblica ritenuta insufficiente

Per la Cgil la questione non riguarda soltanto l'organizzazione dei due nuovi nidi, ma investe più in generale il sistema dei servizi per la prima infanzia. 

Il sindacato sottolinea come, a oltre cinquant'anni dall'istituzione degli asili nido pubblici, continui a permanere uno squilibrio tra domanda e offerta.

“A oltre cinquant’anni dall’approvazione della legge che istituiva gli asili nido - commenta a proposito l’assemblea di Cgil Terni - ci sono problemi irrisolti sul fronte dell’offerta pubblica per la prima infanzia. Un’offerta assolutamente insufficiente rispetto al potenziale bacino di utenza che si trova costretta a rivolgersi al privato, oltre al tema delle rette che per molte famiglie sono insostenibili e sempre più spesso condizionano la scelta di affidamento dei bambini al nido. Si parla sempre del costo dei servizi per la collettività ma non si parla mai del costo dell’assenza dei servizi in grado di rispondere in maniera puntuale alla domanda che in questo caso riguarda un settore, quello educativo dell’infanzia, così determinante per la crescita delle persone”.

Secondo la Cgil, investire sui servizi educativi significa sostenere contemporaneamente le famiglie, il lavoro femminile, l'inclusione sociale e lo sviluppo delle future generazioni.

La questione del personale

Altro elemento centrale della contestazione riguarda il tema degli organici. L'assemblea generale della Cgil sostiene che la carenza di personale non rappresenti un fenomeno inevitabile, ricordando come sia ancora disponibile una graduatoria dalla quale attingere nuove educatrici.

“Più volte - prosegue il sindacato - si è evidenziata la carenza cronica di personale nonostante la graduatoria ancora in essere che può essere utilizzata. Riteniamo che l’emergenza sia stata appositamente creata per favorire il processo di esternalizzazione e giustificarlo con la cittadinanza”. Una valutazione particolarmente critica che attribuisce alla gestione del personale un ruolo decisivo nell'evoluzione dell'intera vicenda.

"Si perde un patrimonio educativo costruito in cinquant'anni"

La riflessione della Cgil si estende infine alle conseguenze culturali ed educative che, secondo il sindacato, potrebbero derivare dall'esternalizzazione del servizio.

“Con l’esternalizzazione dei Nidi si perde un altro pezzo di storia cinquantennale, si disperde un sapere prezioso tramandato nell’avvicendamento delle diverse generazioni di educatrici. Si sgretola quella cultura istituzionale della prima infanzia che ancora oggi, si definisce fiore all’occhiello di Terni. I nidi non sono semplicemente ‘un aiuto alle famiglie’ o ‘un supporto alla conciliazione’: sono un presidio educativo fondamentale e dovrebbero entrare sempre più nel sistema pubblico di istruzione”.

Per il sindacato, dunque, la partita aperta sui due asili nido non riguarda esclusivamente un modello gestionale, ma investe la concezione stessa del servizio pubblico e del ruolo educativo che le istituzioni intendono garantire alle nuove generazioni.

AUTORE
foto autore
Francesco Mastrodicasa
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE