Un incrocio di destini, una sfida che profuma di storia e che, oggi più che mai, pesa come un macigno sulla classifica di entrambe. Domani pomeriggio, lo stadio "Città di Arezzo" accenderà i riflettori su uno dei derby più sentiti del centro Italia: Arezzo-Perugia. Da una parte la capolista amaranto, che vola sulle ali dell'entusiasmo dopo il blitz di Campobasso firmato Iaccarino; dall'altra un Perugia ferito ma in netta ripresa, affidato alla grinta di Giovanni Tedesco.
Il Grifo arriva all'appuntamento con il morale rinvigorito da sei punti pesantissimi conquistati contro Livorno e Pontedera, due vittorie per 2-1 che hanno permesso ai biancorossi di scavalcare la zona playout. Con 30 punti in cascina e il quintultimo posto blindato (a +1 sulla Torres), il Perugia sa che ogni errore da qui alla fine potrebbe essere fatale. "Ogni lasciata è persa", recita il dogma di questa volata salvezza.
Tuttavia, sarà un derby mutilato: le restrizioni emesse dalle autorità competenti impediranno ai tifosi perugini di seguire la squadra in trasferta. Un'assenza pesante, che toglie colore agli spalti ma carica di ulteriore responsabilità i giocatori in campo. In assenza di mister Tedesco, sono stati il portiere Luca Gemello e il centrocampista Giorgio Tumbarello a suonare la carica in conferenza stampa, analizzando il momento della squadra e l'importanza capitale di questa sfida.
L'estremo difensore biancorosso, Luca Gemello, ha analizzato il percorso di maturazione del gruppo, soffermandosi in particolare sulla scelta del ritiro, rivelatasi decisiva per cementare lo spogliatoio in un momento delicatissimo della stagione.
"La squadra è in un momento dove può esprimersi al meglio, abbiamo dato prova di una crescita di squadra e di gruppo nelle ultime due partite. Ce l'andremo a giocare a viso aperto, è quello che vogliamo fare. Siamo consapevoli che come squadra abbiamo un obiettivo preciso: vogliamo trovare il risultato migliore per noi e per il nostro cammino. Il ritiro? Avevamo preso la decisione tra tutti nonostante la vittoria settimanale; non lo ritenevamo un ritiro punitivo, serviva per tenerci concentrati ed è servito. Ci siamo uniti nonostante le tante difficoltà, è stata una scelta condivisa da tutte le parti, una scelta che ha dato i suoi frutti".
Sulla sfida alla capolista e l'assenza del pubblico amico, Gemello non usa giri di parole:
"Noi dobbiamo giocarci tutto, non sono i punti che abbiamo fatto ora che ci fanno stare tranquilli. Andiamo là per fare risultato pieno, poi la partita ci dirà se il risultato finale sarà giusto o no. Ognuno di noi sa quanto è importante questo derby. Con i tifosi non abbiamo avuto contatti diretti, ma non ce n'è bisogno: sappiamo che non saranno con noi in trasferta. Se ci sarà occasione di salutarli bene, altrimenti sanno che li vorremo rappresentare al meglio. Contro una squadra di questa qualità la parte importante la fa l'umiltà che metteremo in campo: dovremo saper soffrire insieme. Anche all'andata è stata una gara molto combattuta".
A fargli eco è Giorgio Tumbarello. Il centrocampista ha messo l'accento sulla condizione fisica e sulla consapevolezza di un Perugia che, nonostante una classifica deficitaria, sente di avere le carte in regola per rovinare i piani della capolista.
"Arriviamo da un momento positivo che ci ha dato morale, dobbiamo continuare su questa strada. È una gara importante per i tifosi e per il Perugia, l'abbiamo preparata al meglio. Non abbiamo paura dell'Arezzo: la classifica dice altro, ma il valore della nostra squadra è importante e andremo lì a fare una grande partita. In alcuni momenti, dove potevamo dare una svolta al campionato, siamo mancati; ora mancano poche gare e sappiamo l'importanza del match. Abbiamo a disposizione venticinque giocatori, tante alternative e stiamo bene fisicamente. Siamo il Perugia, dobbiamo andare a vincere dappertutto".
Tumbarello analizza poi le pressioni psicologiche del match e le sue condizioni personali dopo un'annata travagliata:
"A oggi siamo salvi, ma la classifica è corta e ogni partita è fondamentale. L'Arezzo ha più da perdere: se non fanno risultato, il campionato si riapre. Per noi è un derby e un risultato positivo può darci ulteriore morale. Al di là della classifica è una partita a sé, vogliamo dare una gioia ai tifosi; sono gare che si preparano da sole, in campo le motivazioni fanno da padrone. Personalmente preferisco il ruolo di mezzala, inserendomi senza palla e senza troppi dettami tattici, mentre a due in mezzo devi essere più ordinato. L'ho fatto negli ultimi due anni: sia a due che da mezzala va bene comunque.
Durante l'anno ci sono stati alti e bassi, da inizio campionato mi sono portato dietro un problema al ginocchio che mi ha condizionato parte della stagione. Da qualche mese non ho più male, ora riesco ad allenarmi bene. Con gli arrivi di gennaio si è alzato il livello degli allenamenti; finora abbiamo fatto un campionato sotto le aspettative, ma ora il rendimento si è alzato per tutti. Sappiamo delle qualità dell'Arezzo, vogliono tenere il ritmo e hanno idee di calcio chiare. Ci saranno momenti in cui soffriremo, ma quando avremo le occasioni dovremo essere bravi a sfruttarle. Siamo pronti a tutto".