24 Jul, 2026 - 11:16

Appalto pulizie Università per Stranieri di Perugia, Filcams Cgil: "Positivo l'intervento dell'Ateneo, ma le lavoratrici aspettano ancora la retribuzione di maggio"

Appalto pulizie Università per Stranieri di Perugia, Filcams Cgil: "Positivo l'intervento dell'Ateneo, ma le lavoratrici aspettano ancora la retribuzione di maggio"

Si riaccende il confronto sulla vertenza che coinvolge le lavoratrici impiegate nel servizio di pulizia dell'Università per Stranieri di Perugia. Dopo la presa di posizione dell'Ateneo nei confronti della società affidataria dell'appalto, la Filcams Cgil di Perugia esprime apprezzamento per l'intervento dell'amministrazione universitaria, ma sottolinea come il nodo principale resti ancora irrisolto: il mancato pagamento delle retribuzioni relative al mese di maggio.

Il sindacato evidenzia infatti che, nonostante le iniziative intraprese dall'Università nei confronti della società Cps Evo Srl, le lavoratrici continuano a svolgere regolarmente il proprio servizio senza aver ancora percepito gli stipendi arretrati, una situazione definita non più sostenibile e che potrebbe sfociare, nei prossimi giorni, nella proclamazione dello sciopero qualora non arrivassero risposte concrete.

Il sindacato accoglie positivamente la posizione dell'Ateneo

A intervenire è Alessandra Lecce, segretaria della Filcams Cgil Perugia, che valuta favorevolmente il comunicato diffuso dall'Università per Stranieri.

"Accogliamo con favore il comunicato diffuso dall'Università per Stranieri di Perugia, nel quale l'Ateneo conferma di aver esercitato un'attività di vigilanza nei confronti della società affidataria Cps Evo srl e di aver formalmente contestato i ripetuti inadempimenti contrattuali riscontrati. Si tratta di una presa di posizione importante che conferma quanto la nostra organizzazione sindacale denuncia da tempo e che rappresenta un primo passo nella giusta direzione".

Secondo il sindacato, il riconoscimento delle criticità da parte della stazione appaltante costituisce un passaggio significativo all'interno della vertenza, poiché certifica l'esistenza delle problematiche più volte denunciate dalle organizzazioni dei lavoratori.

Il problema resta il mancato pagamento degli stipendi

Oltre all'apprezzamento per l'iniziativa dell'Università, la Filcams richiama però l'attenzione su quella che considera l'emergenza più urgente. La segretaria Lecce evidenzia infatti come le addette alle pulizie siano ancora prive della retribuzione spettante.

Le lavoratrici, sottolinea il sindacato, "sono ancora in attesa della retribuzione del mese di maggio. Nonostante questo, continuano ogni giorno a garantire con professionalità un servizio fondamentale per il funzionamento dell'Ateneo, pur percependo salari estremamente bassi e sostenendo personalmente le spese di trasporto per raggiungere il luogo di lavoro, aggravate dall'aumento del costo del carburante". Una situazione che, secondo la Filcams Cgil, rischia di aggravare ulteriormente le difficoltà economiche delle dipendenti, già alle prese con livelli retributivi contenuti e con un incremento del costo della vita.

"Chi ha lavorato deve essere pagato"

Per il sindacato il riconoscimento delle responsabilità contrattuali rappresenta un elemento positivo, ma non può sostituire la soluzione concreta del problema.

"Accogliamo positivamente l'interessamento dell'Università - prosegue la segretaria Lecce - e la volontà di tutelare le lavoratrici. È un segnale che apprezziamo. Tuttavia oggi la priorità è una sola: chi ha lavorato deve essere pagato. Non è più accettabile che lavoratrici con stipendi già insufficienti siano costrette ad attendere per mesi la retribuzione, continuando nel frattempo a garantire il servizio con grande senso di responsabilità".

Parole che mettono al centro il principio del rispetto delle retribuzioni e della dignità del lavoro, tema che il sindacato considera imprescindibile soprattutto in un settore caratterizzato da salari spesso contenuti e da condizioni lavorative particolarmente impegnative.

La richiesta: utilizzare tutti gli strumenti previsti dalla normativa

La Filcams Cgil chiede ora che alla presa di posizione dell'Università seguano azioni concrete in grado di accelerare la soluzione della vicenda.

"Chiediamo ora che alle dichiarazioni seguano atti concreti - aggiunge Lecce - e che l'Università utilizzi tutti gli strumenti previsti dal contratto d'appalto e dalla normativa vigente per accelerare la soluzione della vicenda e contribuisca a ripristinare condizioni di regolarità nei rapporti di lavoro. Chiediamo inoltre l'apertura di un canale di confronto stabile tra l'Università per Stranieri di Perugia e le organizzazioni sindacali, affinché situazioni come questa possano essere affrontate tempestivamente e non ricadano ancora una volta sulle lavoratrici".

Tra le richieste avanzate figura quindi anche l'istituzione di un tavolo permanente di confronto tra Ateneo e rappresentanze sindacali, con l'obiettivo di prevenire il ripetersi di situazioni analoghe e garantire una gestione più tempestiva delle criticità negli appalti.

Una vertenza che riguarda un servizio essenziale

Il servizio di pulizia rappresenta un'attività indispensabile per il regolare funzionamento delle strutture universitarie, dalla manutenzione quotidiana degli ambienti fino alla tutela degli standard igienico-sanitari richiesti per lo svolgimento delle attività accademiche.

Proprio per questo motivo il sindacato evidenzia come, nonostante le difficoltà economiche e il mancato pagamento delle retribuzioni, le lavoratrici abbiano continuato a garantire il servizio senza interruzioni, assicurando la piena operatività dell'Ateneo.

Secondo la Filcams, questo senso di responsabilità merita ora una risposta concreta da parte di tutti i soggetti coinvolti nella gestione dell'appalto.

L'ipotesi dello sciopero

Qualora la situazione dovesse restare immutata, il sindacato è pronto ad avviare una nuova fase della mobilitazione.

"Le lavoratrici hanno dimostrato un senso di responsabilità straordinario - conclude Lecce -. Ora è il momento che anche la stazione appaltante e l'azienda facciano la loro parte. Se nei prossimi giorni non arriveranno il pagamento delle retribuzioni arretrate e segnali concreti di soluzione della vertenza, la mobilitazione proseguirà e saremo costretti a proclamare lo sciopero. Continueremo a seguire la vertenza fino alla piena tutela dei diritti delle lavoratrici, affinché il rispetto dei contratti e della dignità del lavoro non resti un principio, ma trovi concreta attuazione".

L'annuncio apre dunque alla possibilità di un inasprimento della protesta nel caso in cui non vengano corrisposte le mensilità arretrate e non si registrino sviluppi concreti nella gestione della vicenda.

In attesa di una soluzione

La vertenza rimane quindi aperta e continua a coinvolgere tre soggetti: la società affidataria del servizio, l'Università per Stranieri di Perugia, in qualità di stazione appaltante, e le organizzazioni sindacali che rappresentano le lavoratrici.

Da un lato l'Ateneo ha già reso noto di aver contestato formalmente gli inadempimenti contrattuali riscontrati nei confronti della società appaltatrice; dall'altro la Filcams Cgil ribadisce che il vero banco di prova sarà rappresentato dalla capacità di garantire in tempi rapidi il pagamento delle retribuzioni dovute e il pieno rispetto delle condizioni contrattuali.

Nelle prossime settimane saranno quindi gli sviluppi della vertenza e gli eventuali interventi delle parti coinvolte a determinare se sarà possibile evitare il ricorso allo sciopero e riportare la situazione alla normalità, assicurando al tempo stesso la tutela delle lavoratrici e la continuità di un servizio essenziale per la comunità universitaria.

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Francesco Mastrodicasa
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