02 Aug, 2026 - 12:18

Amanda Knox porta il caso Meredith Kercher sul palco del Fringe Festival di Edimburgo. La famiglia della vittima: "Scelta offensiva e deplorevole"

Amanda Knox porta il caso Meredith Kercher sul palco del Fringe Festival di Edimburgo. La famiglia della vittima: "Scelta offensiva e deplorevole"

È una delle presenze più discusse dell’edizione 2026 dell’Edinburgh Festival Fringe. Amanda Knox, la statunitense al centro per anni di uno dei casi giudiziari italiani più complessi a livello internazionale, salirà sul palco di Edimburgo con Cartwheel, il suo primo spettacolo completo di stand-up comedy. Il debutto è fissato per il 7 agosto, con repliche fino al 17 agosto al Gilded Balloon Teviot, nell'ambito del Fringe, uno dei più importanti appuntamenti internazionali dedicati alle arti performative. Lo spettacolo, della durata di un'ora e classificato come solo show di comicità e storytelling, è in programma alle 20.15.

Non si tratta, almeno nelle intenzioni dichiarate dagli organizzatori, di una semplice rilettura del procedimento giudiziario che sconvolse Perugia e l'opinione pubblica internazionale. Cartwheel viene presentato come un racconto personale costruito attorno alla vita di Knox dopo quella vicenda, alla maternità, all'identità e alla necessità di spiegare alla propria figlia una storia familiare che per anni è stata raccontata soprattutto dagli altri. La stessa presentazione ufficiale dello spettacolo insiste sulla difficoltà di fare i conti con una vicenda dalla quale Knox continua a essere identificata, anche dopo la conclusione definitiva del procedimento.

Una storia che non ha mai smesso di far discutere

Il nome di Amanda Knox rimane indissolubilmente legato alla morte di Meredith Kercher, la studentessa britannica uccisa a Perugia nel novembre 2007. Knox, allora studentessa, venne accusata dell'omicidio insieme a Raffaele Sollecito e Rudy Guede. Dopo un lungo e complesso iter giudiziario, caratterizzato da condanne, assoluzioni e nuovi pronunciamenti, la posizione di Knox e Sollecito si concluse definitivamente con l'assoluzione pronunciata dalla Corte di Cassazione nel 2015.

Per Knox, tuttavia, la conclusione giudiziaria non ha coinciso con la fine della vicenda pubblica. Il caso ha continuato a seguirla negli anni successivi, trasformandosi in una parte dominante della sua identità pubblica. Interviste, libri, podcast e documentari hanno contribuito a mantenere l'attenzione sulla sua esperienza, sul sistema giudiziario italiano e sulle conseguenze personali di una vicenda che l'ha portata a trascorrere quattro anni in carcere prima dell'assoluzione definitiva.

È proprio questa esperienza a costituire il punto di partenza di Cartwheel. La descrizione ufficiale parla di una donna che, avvicinandosi ai quarant'anni, affronta la maternità e cerca di confrontarsi con la propria storia, anche davanti alla domanda della figlia che vuole sapere che cosa sia realmente accaduto alla madre quando era giovane.

“Cartwheel”, tra stand-up e racconto personale

Il titolo dello spettacolo, Cartwheel, richiama una capriola e sembra suggerire già nell'immagine scelta per lo show una volontà di rovesciare prospettiva, cambiare punto di vista e affrontare un passato che ha segnato profondamente la protagonista.

Il progetto viene descritto come un'ora di stand-up e storytelling, costruita attorno a esperienze personali, trauma, identità e maternità. Non è quindi soltanto il processo per l'omicidio di Meredith Kercher a essere al centro del racconto, ma la vita successiva a quella vicenda e il modo in cui una persona può provare a riprendere possesso della propria narrazione dopo essere stata per anni protagonista involontaria di un caso giudiziario globale.

La scelta della comicità, tuttavia, introduce inevitabilmente una questione particolarmente delicata. Perché se da una parte l'umorismo può rappresentare uno strumento per elaborare un trauma, dall'altra il caso al quale Knox fa riferimento riguarda una giovane donna che non è sopravvissuta e una famiglia che continua a confrontarsi con la sua perdita.

La famiglia Kercher: "Scelta offensiva e deplorevole"

Francesco Maresca, avvocato della famiglia di Meredith Kercher, ha contestato pubblicamente l'iniziativa, definendola, secondo quanto riportato dalla stampa britannica, “offensiva e deplorevole” nei confronti della memoria della vittima.

La critica investe dunque non soltanto il contenuto dello spettacolo, ma la scelta stessa di utilizzare una vicenda tragica come materia per uno spettacolo comico. Il punto centrale della contestazione è il rischio che la prospettiva della persona che fu imputata finisca per occupare nuovamente la scena, lasciando sullo sfondo la vittima e la sua famiglia.

La risposta di Amanda Knox

Knox ha difeso la propria scelta sostenendo che lo spettacolo non rappresenti un attacco alla memoria della giovane, ma, al contrario, un modo sincero di raccontare la propria esperienza e il rapporto che aveva avuto con Meredith. “Meredith era una ragazza molto intelligente e raffinata, ma era anche divertente e giocherellona. Ascoltavamo musica insieme e uscivamo a ballare. Le piaceva divertirsi”. Da questa premessa prende forma anche la convinzione espressa da Knox che Meredith avrebbe potuto apprezzare il tono dello spettacolo.

“Meredith apprezzerebbe, era una ragazza intelligente e raffinata, ma anche divertente e giocherellona. Le piaceva divertirsi...”. E ancora: “Credo che Meredith lo troverebbe proprio divertente!”. La posizione di Knox è dunque quella di chi considera la comicità non come una forma di banalizzazione della tragedia, ma come uno strumento attraverso il quale affrontare una parte della propria vita rimasta per lungo tempo associata esclusivamente al dolore, al processo e alla condanna dell'opinione pubblica.

Il debutto a Edimburgo

Cartwheel andrà in scena al Gilded Balloon Teviot, con una replica quotidiana alle 20.15 dal 7 al 17 agosto. La programmazione ufficiale indica una durata di circa un'ora e una classificazione per un pubblico adulto. La domanda che accompagna Cartwheel, dunque, va oltre il semplice giudizio sulla qualità dello spettacolo. È una domanda sul potere del racconto e sulla possibilità di trasformare un trauma personale in materiale artistico quando quel trauma è inseparabile dalla morte di un'altra persona.

Per Amanda Knox, la risposta sembra essere nel diritto di raccontare la propria storia con gli strumenti che ritiene più adatti, compreso l'umorismo. Per la famiglia Kercher, invece, la scelta rischia di oltrepassare il limite della memoria e del rispetto dovuto a Meredith.

Il palco del Fringe diventa così, ancora una volta, uno spazio nel quale una vicenda che sembrava appartenere definitivamente agli archivi giudiziari torna a interrogare l'opinione pubblica. Non più attraverso una sentenza o un processo, ma attraverso una forma di racconto nella quale verità personale, memoria, dolore e comicità si trovano inevitabilmente a convivere.

E mentre Edimburgo si prepara ad accogliere Cartwheel, resta aperta la questione più difficile: chi ha il diritto di raccontare una tragedia e fino a che punto può trasformarla in spettacolo?

AUTORE
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Francesco Mastrodicasa
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