30 Jul, 2026 - 20:00

Agricoltura digitale, gli studenti dell’Its Umbria sperimentano i sensori Plantvoice nei vigneti Caprai

Agricoltura digitale, gli studenti dell’Its Umbria sperimentano i sensori Plantvoice nei vigneti Caprai

Sensori capaci di “ascoltare” le piante e di rilevare condizioni di stress prima che diventino visibili a occhio nudo.

È la tecnologia con cui si sono confrontati gli studenti del corso Agroalimentare dell’Its Umbria Academy, durante il modulo formativo “Simulazione e sperimentazione in azienda”, organizzato in collaborazione con la startup agritech italiana Plantvoice.

L’iniziativa si è svolta il 23 e 24 luglio tra la sede dell’istituto di Ponte San Giovanni, a Perugia, e i vigneti dell’azienda Arnaldo Caprai di Montefalco. Due giornate pensate per avvicinare i futuri tecnici agroalimentari alle applicazioni concrete della digitalizzazione in agricoltura, con particolare attenzione al biosensing vegetale e all’analisi in tempo reale dello stato di salute delle colture.

Dall’aula ai vigneti di Montefalco

Il percorso formativo ha combinato teoria e sperimentazione diretta. Durante la prima giornata, l’agronomo di Plantvoice Giacomo Anteghini ha illustrato agli studenti il funzionamento dei sistemi di monitoraggio applicati alle piante.

Alla lezione ha partecipato da remoto anche la ricercatrice Hafsa El Horri, che ha approfondito l’utilizzo integrato dei sensori interni alla pianta, dei dati raccolti a distanza e delle piattaforme digitali impiegate per l’elaborazione e l’interpretazione delle informazioni.

Il giorno successivo gli studenti si sono trasferiti nei vigneti dell’azienda Arnaldo Caprai, dove hanno preso parte all’installazione dei dispositivi direttamente in campo. Un’esperienza che ha permesso loro di osservare come una tecnologia studiata in aula possa essere inserita concretamente nella gestione di un’azienda agricola.

Il biosensore che analizza la linfa

Al centro del modulo formativo c’è la tecnologia sviluppata da Plantvoice: un biosensore non invasivo progettato per analizzare in tempo reale la linfa delle piante.

Il sistema raccoglie informazioni sul comportamento fisiologico della coltura e consente di individuare precocemente eventuali condizioni di stress idrico, nutrizionale o patologico. L’obiettivo è intervenire prima che i sintomi diventino evidenti sulle foglie, sui frutti o sullo sviluppo generale della pianta.

Questo approccio permette di passare da una gestione agricola basata prevalentemente sull’osservazione visiva a un modello fondato su dati continui e misurabili. Le informazioni raccolte possono aiutare l’agricoltore a stabilire quando irrigare, fertilizzare o intervenire contro una determinata patologia, riducendo i trattamenti non necessari.

Secondo Plantvoice, l’impiego della tecnologia può consentire una riduzione fino al 40 per cento del consumo d’acqua e fino al 20 per cento dell’uso di fitofarmaci. Dati che, se confermati nelle diverse condizioni produttive, mostrano il potenziale del biosensing nella transizione verso un’agricoltura più efficiente e sostenibile.

La tecnologia come strumento di prevenzione

L’elemento più innovativo del sistema consiste nella possibilità di individuare un problema prima che questo si manifesti in modo evidente.

«Portare la nostra tecnologia in aula significa dare ai futuri agronomi gli strumenti per leggere lo stato di salute delle piante prima che i problemi diventino visibili», ha spiegato Giacomo Anteghini.

Secondo l’agronomo di Plantvoice, la diffusione di competenze digitali tra i nuovi tecnici rappresenta un passaggio decisivo per l’evoluzione del settore.

«La formazione tecnica rappresenta il primo passo verso una reale transizione digitale del settore agroalimentare», ha aggiunto.

La raccolta e l’interpretazione dei dati, infatti, stanno assumendo un ruolo crescente anche in agricoltura. Sensori, piattaforme di analisi e sistemi di monitoraggio consentono di seguire con maggiore precisione l’evoluzione delle colture e di assumere decisioni basate su informazioni aggiornate.

Il valore della sperimentazione sul campo

Soddisfazione è stata espressa anche da Mattia Dell’Orto, docente del corso Agroalimentare dell’Its Umbria Academy.

«Aver affidato a Plantvoice il modulo di simulazione e sperimentazione in azienda ci ha permesso di offrire ai nostri studenti un contatto diretto con una tecnologia reale, già utilizzata da aziende del settore», ha osservato.

Il docente ha sottolineato l’importanza di superare una formazione esclusivamente teorica, soprattutto in percorsi che hanno l’obiettivo di preparare figure tecniche immediatamente spendibili nel mondo del lavoro.

«Vedere gli studenti confrontarsi con strumenti di questo tipo, invece che solo studiarli sui libri, è esattamente il valore aggiunto che un percorso Its deve garantire», ha affermato Dell’Orto.

Nuove competenze per l’agroalimentare umbro

La collaborazione tra Its Umbria Academy, Plantvoice e l’azienda Arnaldo Caprai rappresenta un esempio di integrazione tra formazione, ricerca applicata e impresa.

Per gli studenti si è trattato di un’occasione per acquisire competenze sempre più richieste nel comparto agroalimentare: dalla gestione dei sensori all’interpretazione dei dati, fino all’applicazione delle tecnologie digitali nei processi produttivi.

In un settore chiamato ad affrontare la scarsità delle risorse idriche, il cambiamento climatico e la necessità di ridurre l’impiego di prodotti chimici, strumenti capaci di rilevare in anticipo lo stato di sofferenza delle piante possono assumere un ruolo sempre più rilevante.

La sfida, ora, sarà rendere queste tecnologie accessibili, affidabili e integrate nelle pratiche quotidiane delle aziende agricole.

AUTORE
foto autore
Mario Farneti
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE