30 Jul, 2026 - 15:30

Aggressione con mannaia in piazza Solferino a Terni: scattano tre arresti per rapina e lesioni

Aggressione con mannaia in piazza Solferino a Terni: scattano tre arresti per rapina e lesioni

È giunta a una svolta decisiva l'inchiesta sulla violenta aggressione consumata nella notte tra il 26 e il 27 giugno scorsi nel cuore di Piazza Solferino, a Terni. Gli agenti della Polizia di Stato hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misura cautelare con la quale il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Terni, accogliendo la richiesta formulata dalla locale Procura della Repubblica, ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di tre persone. I tre indagati sono ritenuti coinvolti a vario titolo nell'assalto ai danni di un giovane, rimasto ferito nel corso del raid e costretto a ricorrere alle cure sanitarie del pronto soccorso. L'intervento delle forze dell'ordine e l'emissione del provvedimento restrittivo arrivano all'esito di un'articolata attività investigativa volta a ricostruire un episodio di grave allarme sociale avvenuto nel centro cittadino.

Le indagini della Squadra Mobile e la ricostruzione dell'aggressione in piazza Solferino

Le complesse indagini, condotte dai poliziotti della Squadra Mobile di Terni con il costante coordinamento della Procura della Repubblica, hanno consentito di fare luce su quella che, secondo l'ipotesi accusatoria condivisa dal G.I.P. allo stato degli atti, si è configurata come un'azione congiunta e violenta. Gli investigatori hanno ricostruito minuziosamente i drammatici momenti vissuti dalla vittima quella notte: il giovane sarebbe stato dapprima avvicinato e minacciato dagli indagati per poi essere violentemente colpito con una pluralità di armi e oggetti atti ad offendere. Durante la spedizione punitiva, il gruppo avrebbe impiegato armi da taglio, tra cui in particolare un grosso coltello del tipo mannaia, oltre a un bastone. Contro la vittima sono state inoltre lanciate diverse bottiglie di vetro, trasformando la piazza in teatro di un'aggressione brutale e fulminea.

Nel disperato tentativo di proteggersi dai colpi e trovare una via di fuga, il ragazzo ha riportato traumi diffusi su tutto il corpo. I medici che lo hanno preso in cura presso la struttura ospedaliera cittadina gli hanno riscontrato “ferite lacero-contuse e penetranti e numerose ecchimosi”, formulando una prognosi iniziale di 15 giorni. Gli accertamenti della Squadra Mobile hanno permesso di collocare ogni singola condotta all'interno della sequenza dell'evento, delineando le responsabilità individuali e di gruppo emerse durante la ricostruzione degli episodi accaduti nel centro urbano di Terni.

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Dal pestaggio al furto dei contanti: la contestazione di rapina aggravata

L'attività investigativa ha permesso di far emergere un ulteriore elemento di particolare gravità nel quadro indiziario a carico dei tre soggetti reclusi. Oltre all'aggressione fisica, uno degli indagati avrebbe approfittato del momentaneo stato di minorata difesa in cui si trovava la vittima, tramortita e dolorante a terra per le percosse ricevute, per compiere un atto predatorio. Nello specifico, l'uomo si sarebbe impossessato della somma di 150 euro in contanti, custodita all'interno della cover del telefono cellulare del giovane, finito sul selciato durante la concitata colluttazione.

Questo specifico passaggio dell'azione delittuosa ha portato gli inquirenti e la magistratura ad addebitare ai tre indagati la condotta in concorso. La Procura della Repubblica ha infatti formulato il reato di rapina aggravata, contestata in virtù dell' “azione di più persone riunite e dall’uso di armi”. L'ipotesi d'accusa evidenzia come l'impiego concomitante di armi da taglio, oggetti contundenti e la pressione numerica degli aggressori abbiano annullato la capacità della vittima di opporre resistenza, consentendo la sottrazione del denaro contante durante la violenta condotta.

Le imputazioni formulate dalla Procura di Terni e le garanzie procedurali

Il quadro giudiziario a carico dei tre uomini finiti in carcere appare articolato. Nell’ambito del medesimo procedimento penale aperto presso il Tribunale di Terni, vengono infatti contestate, a vario titolo, anche le ipotesi di reato di lesioni personali aggravate e porto ingiustificato di armi od oggetti atti ad offendere. La decisione del Giudice per le indagini preliminari di applicare la massima misura cautelare della custodia in carcere risponde alla gravità dei fatti ricostruiti dagli agenti della Squadra Mobile e alla pericolosità sociale manifestata dalle modalità dell'aggressione.

Trattandosi di uno snodo giudiziario iniziale, le autorità competenti ricordano che il procedimento versa attualmente nella fase del giudizio di primo grado. Come sancito dai principi costituzionali del nostro ordinamento, le responsabilità degli indagati e l'effettiva fondatezza delle accuse mosse nei loro confronti dovranno essere definitivamente accertate con sentenza irrevocabile. L'esecuzione dell'ordinanza cautelare rappresenta tuttavia una risposta immediata e incisiva delle istituzioni di Terni a un grave episodio di violenza avvenuto negli spazi della città.

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Federico Zacaglioni
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