Scatta lo stato di agitazione alla Direzione regionale Umbra e alla Direzione provinciale di Perugia dell’Agenzia delle entrate. La decisione è stata assunta dalle Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) al termine dell’assemblea dei lavoratori che si è svolta martedì 13 gennaio nella sede perugina dell’ente, a fronte di una situazione definita insostenibile sotto il profilo delle condizioni ambientali e della sicurezza sui luoghi di lavoro.
Alla base della protesta vi sono i continui guasti e malfunzionamenti dell’impianto termico dello stabile, segnalati da tempo e mai risolti in maniera definitiva. Secondo quanto denunciato dai lavoratori, le criticità interessano numerosi ambienti e si manifestano con particolare gravità sia nei mesi estivi sia nel periodo invernale, rendendo difficoltoso il regolare svolgimento dell’attività lavorativa.
Alla mobilitazione proclamata dalle Rappresentanze sindacali unitarie è giunto il pieno sostegno delle organizzazioni sindacali di categoria Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa, Flp, Confsal Unsa e Usb, che hanno annunciato di condividere e sostenere le iniziative assunte dall’assemblea dei lavoratori. La posizione delle sigle è stata formalizzata in una nota congiunta, nella quale viene ribadita la necessità di garantire al personale il diritto a svolgere la propria attività in ambienti di lavoro sicuri e salubri.
“Siamo al fianco dei lavoratori che si sono mobilitati - sottolineano Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa, Flp. Confsal Unsa e Usb - affinché sia tutelato il loro sacrosanto diritto a operare in ambienti di lavoro sicuri e salubri. Infatti, nonostante le ripetute segnalazioni e richieste di azioni da parte delle Rsu e degli Rls, i datori di lavoro hanno attuato misure di mero contenimento del problema, con spostamenti in aree riscaldate; misure che, nonostante i disagi connessi, il personale ha assecondato con senso di responsabilità, ma che ormai appaiono del tutto insufficienti, visto che spesso anche nelle zone riscaldate si registrano malfunzionamenti. Le temperature nelle stanze e nelle parti comuni appaiono inadeguate ed estremamente variabili. Non è chiaro, inoltre, quale futuro si prospetti in ordine al ripristino nello stabile di condizioni di salubrità e decoro, in primis per il personale, ma anche per chiunque, come utenti o fornitori esterni di servizi, debba frequentare gli spazi del compendio”.
Le organizzazioni sindacali fanno sapere di sostenere integralmente le iniziative individuate dall’assemblea dei lavoratori e dalle Rsu, a partire dalla proclamazione dello stato di agitazione per la Direzione regionale dell’Umbria e la Direzione provinciale di Perugia.
Tra le richieste principali figurano l’acquisizione di informazioni puntuali sullo stato attuale degli impianti e sulle tempistiche previste per il loro completo ripristino o per un’eventuale sostituzione, alla luce della vetustà e del degrado evidente delle strutture. Viene inoltre chiesto il coinvolgimento di tutte le figure previste dalla normativa in materia di sicurezza, dai datori di lavoro al medico competente, passando per Rspp, Rls e autorità sanitarie.
Tra le misure ritenute necessarie nel breve periodo, i sindacati indicano anche l’adozione immediata di uno smart working emergenziale e generalizzato, in deroga agli accordi ordinari, e la riduzione al minimo delle attività in presenza, limitandole esclusivamente agli spazi che risultano ancora adeguatamente riscaldati. Un ulteriore punto riguarda l’interessamento delle strutture centrali dell’Agenzia delle entrate, ritenuto fondamentale per affrontare la situazione con interventi strutturali e non più temporanei.
I lavoratori e le organizzazioni sindacali non escludono il ricorso a ulteriori iniziative di agitazione e protesta, fino all’eventuale proclamazione di uno sciopero del personale, qualora non arrivino risposte concrete e tempestive sulle modalità e sui tempi di risoluzione delle criticità segnalate. La vertenza resta dunque aperta e destinata a svilupparsi nelle prossime settimane, anche in relazione agli esiti delle richieste di verifica tecnica e sanitaria avanzate dalle Rsu.
La situazione degli impianti termici non riguarda soltanto il personale dell’Agenzia delle entrate, ma anche l’utenza esterna. Secondo i sindacati, l’assenza di condizioni adeguate di salubrità e decoro rischia di incidere sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini e sulle modalità di accesso agli uffici da parte di utenti e fornitori esterni.
Un aspetto che rafforza, secondo le organizzazioni sindacali, l’urgenza di interventi risolutivi e di una presa di responsabilità a tutti i livelli dell’amministrazione.