15 May, 2026 - 09:28

A Spello debutta Tano - Grano & Brace: il progetto gastronomico che unisce brace, lievitazioni artigianali e wine resort

A Spello debutta Tano - Grano & Brace: il progetto gastronomico che unisce brace, lievitazioni artigianali e wine resort

Un luogo dove il fuoco torna a essere linguaggio gastronomico, il grano diventa materia identitaria e la tavola recupera il proprio valore più autentico di incontro e condivisione. Nasce con questa visione Tano - Grano & Brace, la nuova braceria contemporanea inaugurata nella campagna di Spello, tra vigneti, colline e paesaggi che definiscono una delle immagini più riconoscibili dell’Umbria.

Un progetto che intreccia ristorazione, ospitalità e territorio e che si inserisce nel percorso imprenditoriale già avviato dalla stessa proprietà de La Favorita - Food&Wine Resort e de La Favorita - Osteria Emilia di Bastia Umbra, ampliando ulteriormente un’idea di accoglienza che mette al centro esperienza, identità e relazione con il paesaggio.

Tano non nasce soltanto come ristorante, ma come spazio costruito per essere vissuto in modo trasversale: cena, aperitivo, soggiorno, evento, convivialità. Un luogo immerso nella quiete della campagna umbra, ma allo stesso tempo facilmente raggiungibile, dotato di parcheggio e inserito in un’area già attiva e dinamica, a diretto contatto con uno sport center e con le principali direttrici del territorio.

Tra vigneti e colline una nuova idea di ospitalità

Il progetto si sviluppa attorno a una struttura che riunisce tre anime differenti ma profondamente complementari. La prima è quella gastronomica, rappresentata dal ristorante e dalla cucina a vista dominata dal fuoco, elemento centrale dell’intera esperienza culinaria.

La seconda è quella dell’ospitalità, con dieci appartamenti indipendenti pensati per soggiorni autentici, liberi e immersivi, capaci di offrire agli ospiti una permanenza a stretto contatto con il paesaggio e con i ritmi della campagna umbra. La terza anima è quella degli spazi condivisi: piscina, aree verdi, zone dedicate all’aperitivo e agli eventi.

Il risultato è un luogo fluido e contemporaneo, che supera la dimensione del semplice locale per trasformarsi in una vera destinazione esperienziale. Tano si propone infatti come spazio aperto a pubblici diversi: chi cerca una cena alla brace sotto le stelle, chi desidera un aperitivo al tramonto bordo piscina, chi vuole concedersi un soggiorno lento immerso nella natura o semplicemente vivere un’esperienza gastronomica costruita attorno alla materia prima e alla convivialità.

Il cuore del progetto: grano e brace

L’identità del locale è racchiusa già nel nome: Grano & Brace. Due elementi essenziali, primordiali, che diventano i pilastri dell’intera filosofia culinaria.

Da una parte il grano, con impasti lavorati con cura, fermentazioni e lievitazioni lente, farine selezionate e una ricerca costante sull’equilibrio tra leggerezza, fragranza e aromaticità. Dall’altra il fuoco, interpretato non solo come tecnica di cottura ma come vero linguaggio gastronomico, capace di esaltare la materia prima attraverso temperatura, tempo e precisione.

Il progetto nasce infatti da una dualità chiara e fortemente identitaria: mettere in dialogo due universi complementari e apparentemente distanti, quello della lievitazione e quello della brace. Il forno e il fuoco convivono così in uno stesso racconto gastronomico, creando una proposta che punta a essere riconoscibile, materica e profondamente contemporanea.

La brace assume anche una forte dimensione scenografica. Non è nascosta, ma esposta, visibile, viva. Diventa parte dell’esperienza visiva oltre che culinaria, contribuendo a costruire un’atmosfera che richiama una ritualità antica reinterpretata in chiave moderna.

“La tavola torna gesto condiviso”

È proprio nella dimensione della condivisione che Tano individua il proprio messaggio più profondo. La filosofia del progetto si condensa infatti nella frase scelta per accompagnarne l’apertura: "La tavola torna gesto condiviso".

Un’affermazione che racchiude la volontà di riportare il cibo dentro una dimensione autentica e relazionale, lontana dalla frenesia del consumo rapido e più vicina all’idea originaria del convivio. Mangiare insieme come esperienza diretta, come contatto con il cibo, con chi lo prepara e con il territorio da cui nasce. 

Una cucina contemporanea radicata nel territorio

Pur mantenendo un’identità contemporanea, Tano conserva un rapporto forte con il territorio umbro. Il progetto si inserisce infatti all’interno di un contesto rurale riconoscibile e ne valorizza elementi, ritmi e materia prima.

La proposta gastronomica punta a un equilibrio tra radici locali e apertura internazionale, in linea con una sensibilità culinaria sempre più attenta alla contaminazione controllata e alla valorizzazione dei prodotti. Il fuoco diventa il filo conduttore di una cucina essenziale ma ricercata, capace di mettere al centro ingredienti, consistenze e lavorazioni.

Anche il contesto naturale assume un ruolo decisivo nell’esperienza complessiva: i vigneti, il verde circostante, il silenzio della campagna e la possibilità di vivere gli spazi all’aperto contribuiscono a definire il carattere del luogo e il suo posizionamento.

Accessibilità e centralità del territorio

Uno degli aspetti più rilevanti del progetto riguarda la sua accessibilità. Pur essendo immerso nella campagna, Tano è stato concepito come una destinazione facilmente raggiungibile, dotata di ampi spazi e parcheggio, capace quindi di dialogare non soltanto con il turismo, ma anche con il pubblico locale e con chi vive il territorio quotidianamente.

Questa scelta restituisce un’idea precisa: costruire un luogo non esclusivo o isolato, ma aperto, accogliente e funzionale, capace di inserirsi nel tessuto economico e sociale dell’area senza perdere identità e riconoscibilità.

In questo senso Tano rappresenta anche un tassello significativo nel panorama dell’ospitalità contemporanea umbra, sempre più orientata verso formule ibride che uniscono ristorazione, permanenza, paesaggio ed esperienza.

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Francesco Mastrodicasa
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