02 Jul, 2026 - 21:00

A Gubbio nasce Geo-Logica, il festival che racconta la Terra per capire il futuro del pianeta

A Gubbio nasce Geo-Logica, il festival che racconta la Terra per capire il futuro del pianeta

Gubbio si prepara ad accogliere un nuovo appuntamento destinato ad arricchire il panorama culturale cittadino. Si chiama Geo-Logica. Il racconto della Terra ed è un festival che utilizza la geologia come chiave di lettura per comprendere le grandi sfide ambientali del presente e del futuro.

La prima edizione, intitolata "Le montagne di San Francesco", si svolgerà il 18 e 19 luglio 2026 negli spazi dell'ex Monastero di San Benedetto, proponendo due giornate di incontri, divulgazione scientifica, escursioni e laboratori dedicati alla storia del pianeta e ai cambiamenti climatici.

L'iniziativa è stata presentata ufficialmente nel refettorio del complesso di San Benedetto alla presenza dell'assessore alla Cultura Paola Salciarini, dei consulenti scientifici e della comunicazione del festival Federico Fioravanti e Daniela Querci, del professor Marco Menichetti dell'Università degli Studi di Urbino e di Lucia Ambrogi, operatrice museale della mostra Extinction – Dinosauri in carne e ossa.

Un festival che unisce scienza, ambiente e divulgazione

L'obiettivo di Geo-Logica è quello di rendere accessibili a un pubblico ampio temi scientifici spesso considerati complessi, mostrando come la storia geologica della Terra possa offrire strumenti preziosi per interpretare la crisi climatica, la perdita di biodiversità e le trasformazioni ambientali in corso.

«Con Geo-Logica – ha spiegato l'assessore alla Cultura Paola Salciarini – Gubbio arricchisce la propria proposta culturale con un appuntamento originale e di altissimo profilo, capace di mettere in dialogo scienza, ambiente, territorio e divulgazione. Abbiamo scelto di investire in un festival che nasce da ciò che rende la nostra città unica al mondo: un patrimonio geologico di valore internazionale che vogliamo trasformare in un'occasione di conoscenza, crescita e attrattività».

L'assessore ha inoltre sottolineato come la cultura rappresenti anche uno strumento per creare connessioni tra discipline diverse e offrire ai cittadini nuove chiavi di lettura del presente.

L'anteprima con Mario Tozzi

Ad anticipare il festival sarà un appuntamento di grande richiamo.

La sera del 6 luglio, il Teatro Romano ospiterà il geologo e divulgatore Mario Tozzi, protagonista dello spettacolo "Caro Sapiens. La storia della Terra e le scelte dell'umanità", un incontro dedicato al rapporto tra l'evoluzione del pianeta e le responsabilità dell'uomo nei confronti dell'ambiente.

L'evento rappresenterà il prologo ideale della manifestazione e offrirà al pubblico un primo momento di riflessione sui grandi temi che saranno poi approfonditi durante il festival.

Due giorni con i protagonisti della divulgazione scientifica

Il programma del 18 e 19 luglio vedrà alternarsi alcuni dei più autorevoli studiosi italiani nei campi della geologia, della paleontologia, della speleologia, della fisica e delle scienze naturali.

L'inaugurazione sarà affidata al professor Marco Menichetti, docente dell'Università di Urbino e profondo conoscitore della Gola del Bottaccione, con una lezione dedicata alla lettura delle rocce come archivio della storia del pianeta.

Tra gli ospiti figurano anche la professoressa Angela Baldanza, il celebre speleologo Tullio Bernabei, il segretario generale di PEFC Italia Antonio Brunori, l'astrofisico Luca Perri e il giornalista scientifico Emilio Cozzi, volto della trasmissione Countdown – Dallo Spazio alla Terra su Sky TG24.

Il programma comprenderà inoltre visite guidate alle mostre Extinction – Dinosauri in carne e ossa e Umani, curate dal naturalista e paleontologo Simone Maganuco, oltre a laboratori didattici rivolti a famiglie, ragazzi e appassionati.

Il Bottaccione protagonista del festival

Uno degli elementi che rendono Geo-Logica unico nel panorama nazionale è il forte legame con il territorio eugubino.

La Gola del Bottaccione rappresenta infatti uno dei siti geologici più importanti al mondo. Qui sono conservate tre testimonianze fondamentali per la comprensione della storia della Terra: il Livello Bonarelli, che documenta un antico episodio di effetto serra estremo e di anossia degli oceani; il celebre Chiodo d'Oro, riferimento internazionale per la scala dei tempi geologici; e il Limite K-Pg, lo strato che testimonia l'impatto del meteorite responsabile dell'estinzione dei dinosauri.

«L'obiettivo culturale del Festival è molto semplice – ha spiegato la geologa e curatrice scientifica Daniela Querci – fare in modo che il linguaggio della Natura diventi leggibile a tutti, che concetti complessi come il paleomagnetismo e l'anossia oceanica diventino comprensibili e che tutti possano ascoltare le "istruzioni per l'uso" del pianeta Terra».

Proprio per valorizzare questo patrimonio scientifico, nella mattinata di sabato 18 luglio sarà organizzata un'escursione guidata alla Gola del Bottaccione con il geologo Stefano Tosti, che accompagnerà i partecipanti alla scoperta di uno dei più importanti laboratori geologici a cielo aperto del mondo.

Un nuovo tassello dell'offerta culturale di Gubbio

La direzione scientifica e la comunicazione del festival sono affidate a Florabant – Impresa Culturale e Creativa, realtà che firma già importanti manifestazioni nazionali come il Festival del Medioevo di Gubbio, Umbria Antica Festival e il Festival dei Popoli Italici.

L'iniziativa è patrocinata dall'Ordine dei Geologi della Regione Umbria e da PEFC Italia, mentre gli incontri si svolgeranno nella sede concessa dalla Scuola di Specializzazione in Beni Storico-Artistici dell'Università degli Studi di Perugia. Il progetto è sostenuto dalla Fondazione Perugia e coinvolge numerose realtà culturali e imprenditoriali del territorio.

Con Geo-Logica, Gubbio aggiunge così un nuovo tassello alla propria proposta culturale, affiancando ai grandi appuntamenti dedicati alla storia e al Medioevo una manifestazione che guarda ancora più indietro nel tempo, fino alle origini del pianeta, per aiutare il pubblico a comprendere le sfide ambientali che attendono il futuro dell'umanità.

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Mario Farneti
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